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Herkunft des Familiennamens Amaro, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili - Baroni - Conti
Heraldik die Familie: Amaro
Krone des Adels Amaro
Antica ed assai nobile famiglia siciliana, con residenza in Trapani, detta Amari o Amaro, il cui capostipite, al dir del Mugnos, andrebbe rinvenuto in un Leonardo, provveditore del R. Palazzo e gentiluomo di camera di Filippo III d'Aragona. Indi, il di lui figlio, Filippo fu gentiluomo di camera della regina Maria ed ebbe concesso il feudo di Gibilivasili, in territorio di Salemi, da re Martino, nel 1397. Nicolò fu cavaliere dell'abito di S. Giacomo della Spada; Giacomo, figlio del precedente, ebbe la baronia di Marineo e Risalaimi; Antonio s'investì dei feudi della Sullia, Ficuzza, e Casaliccio, nel 1550; Federico, dei... Fortsetzung folgt
feudi della Melia e Rinella, nel 1549. Segue la genealogia di tanti altri illustri baroni e distinti gentiluomini, tra i quali, al dir del Villabianca, si annovera un Michele, figlio di Antonino, che, nel 1722, s'investì della contea di S. Adriano; fu egli trascelto qual Maestro Razionale del Regno, onorato di cappa corta del R. Patrimonio con real cedola del 1738; infine fu amministratore generale del jus prohibendi del tabacco in Sicilia e sue isole adiacenti. Dal secondo matrimonio ebbe, tra gli altri figli, Emerico, nato in Palermo a 8 dicembre 1704, nominato con R. Biglietto del 3 ottobre, esecutoriato il 15 del detto mese dell'anno 1750, maestro razionale di cappa e spada del R. Patrimonio, il quale sposò, a 30 settembre 1737, Dorotea Emmanuele e Gaetani, figlia di Benedetto, marchese di Villabianca. Fu investito Emerico del titolo di conte di S. Adriano, a 28 marzo 1751, e morì a 30 settembre 1766, lasciando erede di detto titolo il figlio primogenito Michele, il quale ne fu investito a 7 settembre 1767. Moriva Michele a 6 febbraio 1785 e gli succedeva il figlio primogenito Salvatore, il quale s’investì del titolo di conte di S. Adriano, a 21 marzo 1787, e sposò Rosalia Baiardi e Polito figlia di Giovanni, marchese di S. Carlo. Da costei ebbe, fra gli altri, Michele, conte di Sant'Adriano, marchese di San Carlo, ministro delle finanze nel 1848, senatore del Regno d'Italia dal 1861, consigliere della Gran Corte dei Conti, commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ed Emerico, la più splendida intelligenza siciliana del secolo XIX, filosofo, statista, penalista e pubblicista insigne. Pubblicò delle opere importanti i queste materie che riscossero il plauso non che in Italia, in Francia e in Germania. Fu professore a Palermo di Dritto Penale, a Firenze di Filosofia della Storia, vice presidente della Camera de' Comuni di Sicilia nel 1848, e deputato al Parlamento italiano nel 1861 e nel 1867. Fu cattolico e siciliano non che di liberali principi e si adoperò sempre con fervore al trionfo di queste somme idee. Morì il 20 ottobre 1870, fra il compianto di tutto il paese. I titoli nobiliari vennero riconfermati nel 1913, in persona di Gabriele Maria. Gabriele assunse il titolo di barone dei Salti dei Mulini di Piazza, il 15 marzo 1928. Iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano, anno 1922, la famiglia levò per arme. D'argento alla sirena al naturale, posta sopra un mare d'azzurro movente alla punta con il capo dello stesso colore, caricato di una stella (6) d'oro. Non molte famiglie, anche fra le più antiche, possono vantare una nobiltà di origine così pregevole, della quale i discendenti, a buon diritto, potranno vantarsi. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.

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Familien-Wappen: Amaro

Familien-Wappen Amari o Amaro

1 Blasonierung die Familie Amari o Amaro

D'argento, alla sirena al naturale, posta sopra un mare di azzurro movente dalla punta, col capo dello stesso, caricato di una stella (6) d'oro. Corona di conte.

Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol. primo, pag. 37, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1890.

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