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Origen del apellido Arcidiacono, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Cavalieri
Heráldica de la familia: Arcidiacono
Corona de la nobleza Arcidiacono Antichissima famiglia, detta Arcidiaconi o Arcidiacono, le cui prime attestazioni risultano anteriori al secolo decimo quarto. Era prerogativa di questa nobile famiglia ricevere ed associare i nuovi Vescovi di Pistoia al loro ingresso solenne in città, che avveniva dalla porta lucchese. E' assai interessante la descrizione del cerimoniale di ricevimento del nuovo Vescovo, riportata dal Fioravanti in Mem. istor. ( cap. IV). " E' da notarsi, che nei tempi antichi quando il nuovo Vescovo di Pistoia andava al governo della sua Diocesi si portava per tempo all'oratorio di S. Trinità fuori dalla porta lucchese incontrato da moltissimi cittadini pistoiesi,... Continuaráricevuto dal tutto il clero regolare e secolare, e da tutti i Magistrai e rettori della città, ivi si poneva in ginocchioni ed adorava la croce, e gli porgeva il proposto della Cattedrale. Fatto questo, tutti quelli della famiglia A. si facevano avanti il Vescovo, e si ponevano in ginocchio, e levatisi in piedi, uno di loro gli faceva complimento, quale terminato gli baciavano tutti la mano. Terminata questa cerimonia il Vescovo vestito con abiti Pontificali posti in mezzo dagli A. entrava sotto il baldacchino, in tal maniera entrava in città, e si portava alla volta della chiesa di S. Pier Maggiore e lì giunto smontava da cavallo, si toglieva i guanti di seta che erano presi in consegna dagli Arcidiaconi che inoltre gli toglievano gli speroni d'oro. Poi il Vescovo entrava i chiesa, dove sopra un palco pomposamente addobbato alzato inanzi l'altare maggiore, era ricevuto dall'Abadessa di quel Monastero, e dopo brevi orazioni effettuate in ginocchio da ambedue si ponevano a sedere sopra una sedia e non sopra un letto, come alcuni vanno dicendo, rivolti al popolo e il Vescovo con un ricco anello sposava quella Veneranda religiosa.(.....),e accompagnato dagli Arcidiaconi alla porta del Vescovado, li ringraziava, e dava loro la cavalcatura, i guanti, e gli speroni e conforme all'accordo del 1519 da' Cellesi, successori agli A. dal 1400 in circa in qua, si rendeva la Chinea alla Badessa di San Pier Maggiore, al nome della quale era presentato al Vescovo un letto riccamente fornito. Quando poi il Vescovo aveva ringraziato gli A., si faceva avanti al medesimo la famiglia Buonvassalli, che ogni anno il Vescovado desse una candela di cera bianca d'once quattro ad ogni famiglia dei Cellesi, e questo perchè i medesimi, ogni volta che ogni Vescovo di Pistoia faceva la prima entrata nella città, l'accompagnavano da Porta Lucchese fino alla porta del Vescovado.". Altro ramo. Antico casato calabrese, il quale, al dir di alcuni storici, venne, verosimilmente, fregiato del cavalierato, in seguito alla partecipazione, sotto i vessilli aragonesi, connotata da coraggio e virtù, di un Carlo Arcidiacono alla guerra d'Otranto, del 1481, contro gli ottomani. Ma, d'altronde, la famiglia, sempre, riuscì a distinguersi, grazie agli elevati personaggi, a cui diede i natali. Tra questi, ricordiamo: cav. Fabrizio, distintosi nella difesa di Malta contro i Turchi, nel 1565; Ludovico, che fece parte della scorta che accompagnò Costanza, quale sposa di re Ladislao; Anselmo, "famigliare" di re Carlo III d'Angiò; Bartolo e Antonio, notai, viventi in Cosenza, nel 1534; Gio. Battista, medico e saggista, vivente in Catanzaro, nel 1645; cav. Arcibaldo, dottore in "utroque jure", vivente in Cosenza nel 1676. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Escudo de la familia: Arcidiacono

Blasòn de la familia

D'oro al delfino di rosso posto in palo, accostato da una fascia ritirata d'azzurro caricata di una stella di otto punte del campo e movente dal fianco destro dello scudo; al capo d'oro caricato di tre torte male ordinate, la prima d'azzurro, le altre di rosso. Sul tutto una bordura scaccata di due file, d'argento e di rosso.
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