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Herkunft des Familiennamens BRUSSATO, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Conti - Nobili - Cavalieri
Heraldik die Familie: BRUSSATO
Krone des Adels BRUSSATO
Antica famiglia, detta Bruti o Brutti, insignita del titolo comitale. Tal casato, al dir di molti genealogisti, può vantare discendenza dalla celebre Gens romana Bruttia, il cui nome, ossia "Bruttius", è indice di una provenienza da "Bruttium", ossia la regione più meridionale d'Italia, e la quale, sin dall'età tardo-repubblicana, si illustrò con; Bruttius Sura, legato di Gaius Sentius Saturninus, pretore in Macedonia, nell'88 a.C.; Bruttius, dell'ordine equestre, per il quale Cicerone scrisse una lettera di "raccomandazione" a Manius Acilius Glabrio, proconsole in Sicilia nel 46 a.C.; Bruttius, filologo, compagno di studi, in Atene, dell'Arpinate; Lucius Bruttius Maximus, proconsole... Fortsetzung folgt
in Cipro, nell'80 d.C.; Gaius Bruttius, console nel 139 d.C. e ne 180 d.C.; Bruttia, imperatrice romana, moglie di Commodus; Lucius Bruttius, console nel 187 d.C. e molti altri. In ogni modo, questa antichissima ed illustre famiglia, secondo D. Venturini, ha per stipite un Marco, signore di Durazzo, nato nel 1285. Nel 1361 cedette la signoria di Durazzo alla Repubblica di Venezia. Nobile di Dulcigno, in seguito all'avanzarsi dei Turchi, venne, come i Borisi ed i Bruni, sul calar del XVI secolo in Capodistria, al cui Nobile Consiglio fu aggregata, nel 1585. Citata dal Manzuoli, iscritta nel ruolo dei titolari istriani, col titolo di Conte, concesso dalla Repubblica Venera nel 1749 e confermata nobile dall'Imperatore Francesco I d'Austria. Nel XVII secolo, la famiglia, si era divisa in due rami: uno detto del Brolo, che lasciò la sua facoltà agli Almerigotti, l'altro detto del Piaggio. I primi, possedevano S. Ubaldo, feudo del vescovo di Capodistria, e nella prima metà del sec. XVIII fecero costruire, dall'architetto Massari, il palazzo, oggi proprietà del Nobile Collegio delle Dimesse. Al ramo del Piaggio, conti dal 1735, tra i molti, appartennero Cristoforo, di Barnaba, capitano, nato nel 1693; Barnaba, di Cristoforo, conte della Repubblica Veneta, dal 1735; Agostino, di Barnaba, marito di Caterina Borisi; Barnaba, di Agostino, nato nel 1786, conte, podestà di Capodistria, dal 1818 al 1822. Tal illustre casato, in tutte le sue diramazioni, diede alla luce quattro vescovi: Pietro, di Cattaro (1588); Antonio, di Dulcigno, Giacomo, di Cittanova e Agostino (+ 1747), vescovo di Canea e, quindi di Capodistria; tre dragomani: Antonio, nel 1446, Barnaba, cavaliere di S. Marco, nel 1619 e Bartolomeo, nel 1717. Inoltre, si illustrò anche con Alessandro (1611), letterato; Giacomo, capitano, morto eroicamente in Corfù, nel 1715. Agostino, conte di S. Marco, cavaliere di S. Stefano di Toscana, fu senatore del Regno d'Italia, nel 1809; Barnaba, fu podestà di Capodistria, dal 1816 al 1818; altro Barnaba, di Agostino, fu podestà di Capodistria, dal 1818 al 1822. In Stancovich I,202, inoltre, leggiamo "BRUSSATO conte Agostino nacque in Capodistria, da nobile ed illustre famiglia. Il primo di lui incarico fu quello di consultore della sacra inquisizione nella sua patria. Passò, poscia, a Roma in qualità di segretario de' memoriali, e maestro di camera nelle corti dei due veneti ambasciatori; dopo la qual carriera, ebbe dalla repubblica venera l'abbazia di Asolo. Dal Santo Padre, inoltre, fu destinato vescovo di Canea e, nel 1734, fu trasferito alla cattedra di Capodistria". Lo stermma in legno del vescovo Agostino è, oggi, scolpito sopra il seggio centrale degli stalli del coro, nel presbiterio del Duomo capodistriano, assieme ad un'altra arma, appartenuta al rettore giustinopolitano P. A. Magno; gli elementi araldici sono leggermente modificati e stravolto il loro ordine. Arma. Inquartato nel 1° e 4° d'azzurro ad un braccio vestito di rosso, tenente una spada sguainata al naturale, avvolta da una lista d'argento con la scritta LIBERTAS, e movente dal canton destro nel campo: nel 2° e nel 3° di rosso ad una fenice d'argento uscente dalla

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Familien-Wappen: BRUSSATO

Blasonierung die Familie

Inquartato: nel primo d'azzurro, ad un braccio vestito di rosso, tenente il motto e movente dal cantone destro del capo; nel secondo di rosso, ad una fenice d'argento uscente dalla sua immortalit
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