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Herkunft des Familiennamens Ballarin, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili
Heraldik die Familie: Ballarin
Krone des Adels Ballarin
Antica ed assai nobile famiglia veneta, di chiara ed avita virtù, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Da Spalato, Zorzi (Giorgio), il capostipite, andò in Murano nel 1483 ed ivi fondò una fornace nella contrada Santo Stefano. Tra il 1503 ed il 1504, Zorzi divenne Gastaldo dell'arte vetraria e costruì la Cappella Ballarin nella Chiesa di San Pietro Martire, ove fu sepolto nell'anno 1506. D’altronde, tal famiglia, nel dispiegarsi dei lustri, sempre è riuscita a produrre una serie di uomini che hanno reso illustre il suo nome. Fra questi, senza nulla levar al valore degli omessi, contasi: Francesco... Fortsetzung folgt
(1480 – 1555), Gastaldo dell’Arte, bravissimo fabbricante di vasi, noto per le sue esposizioni durante le feste della Sensa a S. Marco; Domenico (1490 – 1570), Gastaldo dell'Arte, conosciuto alla corte di Francia come “le marchand vénitien” che forniva le sue splendide coppe cristalline al re François I. Particolarmente apprezzati furano i suo capolavori per le nozze di suo figlio e futuro re Henri II con Caterina di Medici il 28 ottobre 1533. Coppe disegnate e decorate dal pittore Giovanni da Udine, che poi furano immortalate anche nei dipinti dei più grandi pittori del tempo, come Tiziano, Veronese, Romanino e Caravaggio. Pietro (1532 – 1599) fu Gastaldo dell’Arte e Guardian Grande; Alvise (1537 – 1593), Gastaldo dell’Arte, portò avanti la tradizione vetraia della famiglia con abilità e genio imprenditoriale; Domenico (1575 – 1643), Gastaldo dell’Arte, fu ascritto al Libro d’oro di Murano; Giovanni-Battista (1603 – 1666), Cancelliere Grande e Cavaliere di San Marco, intraprese una gloriosa carriera politica, da dignitario della Cancelleria Ducale passò Segretario dei Pregadi, divenne Segretario del Consiglio dei Dieci poi Procuratore di San Marco e Segretario degli Inquisitori di Stato, più volte fu nominato Ambasciatore straordinario presso il Vaticano, le Corti europee e a Costantinopoli. Domenico (1632 – 1698) fu Cancellier Grande e Cavaliere di San Marco, intraprese con successo delle grandi riforme amministrative della Repubblica di Venezia, divenne proprietario delle terre a Fossetta di Meolo; Giovanni (1649 – 1708), Maestro vetraio, mantenne viva la creazione artistica in tutte le sue più splendide espressioni; Alvise (1682 – 1752), Gastaldo dell'Arte, fu Deputato e Cancelliere della comunità di Murano; Domenico (1818 - ?) fu Compositore del vetro; Luigi-Domenico (1853 – 1937) Maestro di Canna, mantenne viva la tradizione del vetro; Mario (1921 – 1944), Scrittore e Poeta, fu militare del 62° reggimento di fanteria presso la caserma Cesare Battisti di Trento, finì la sua giovane vita nel campo di concentramento e di smistamento nazista di Kaisersteinbruch in Austria, con il n° di matricola 140841, il 29 maggio 1944, alle ore 11.00, secondo gli atti ufficiali, per tubercolosi polmonare. Nell'anno 1791, la famiglia Ballarin figura anche tra quelle del nobile Consiglio di Chioggia. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Familien-Wappen: Ballarin

Familien-Wappen Ballarini

1 Blasonierung die Familie Ballarini

D'argento, a due fascie, la prima di rosso e la seconda di nero.

Ballarini, Bellarin, Balarin o Ballarin di Padova. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, pag. 84-85, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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2 Blasonierung die Familie Ballarin

D'azzurro, a un giovinetto che danza al naturale posato su un terrazzo di verde, sormontato da tre stelle (6) d'oro male ordinate, colla bordura composta d'argento e di rosso.

Ballarin di Chioggia. Elaborato da un disegno che si trovava nella Cancelleria civile e nella camera della Masseria di Chioggia.

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