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Origen del apellido Cacace, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Cavalieri
Heráldica de la familia: Cacace
Corona de la nobleza Cacace Antica ed assai nobile famiglia campana, di chiara ed avita virtù, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. L'origine di tal cognominizzazione, anteriore al XVI secolo, andrebbe ricercata nel nome di matrice grecanica "Kakakis", appartenuto, probabilmente, ad un, oggi ignoto, capostipite. In ogni modo, la chiara nobiltà del casato è testimoniata da un Dragonetto Cacace, compreso tra "i nobili et egregi huomini electi Rectores et Gubernatores civitatis Surrenti et Plani", nell'istrumento del notaio Ambrogio Auriemma, il quale si collegò con altri nobili per la difesa della patria contro l'invasione francese e spagnola. D'altronde, tal famiglia, nel dispiegarsi... Continuará

dei lustri, sempre è riuscita a produrre una serie di uomini che resero illustre il suo nome, nei pubblici impieghi, nelle professioni liberali ed ecclesiastiche e nel servizio militare. Fra questi, senza nulla levar al valore degli omessi, contasi: Basilio, Arcivescovo titolare di Efeso nel 1624; Emilio, dottore in "utroque jure", vivente in Sorrento, nel 1662; D. Alessandro, Canonico e Pronotario Apostolico, vivente in Sorrento, nel 1751; avv. Camillo, consigliere e deputato del Regno, nel 1819; Teodorico, avvocato e deputato del Regno, vivente nel 1855; Ferdinando, Certificatore Reale e Notaio, di Napoli, vivente nel 1860; cav. Tito, avvocato della corte di Napoli, consigliere e uomo politico, vivente nel 1863; Raffaele, capitano di vascello, della nave "Duca di Genova", nel 1869. La famiglia, inoltre, possedette, all'interno del Duomo di Maria Santissima Assunta, la principale chiesa di Castellammare di Stabia, una Cappella privata, tutta coperta di bellissimi e diversi marmi, fatta a spese di Gio. Camillo Cacace, Reggente di Cancelleria, che ne aveva il diritto di padronato. Le quattro belle statue sui sepolcrali monumenti, furono lavorate da Andrea Bolgi, da Carrara, nel 1653. La magnificenza, l'eleganza e la squisitezza del lavoro, rendono queste opere davvero degne di ammirazione. Il quadro dell'altare esprimente la S.S. Vergine del Rosario, con S. Domenico, S. Francesco ed altri Santi, ed i quindici misteri al dintorno, sono del cav. Massimo Stanzini. Invece, tutti gli affreschi, furono eseguiti da Nicola de Simone. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.


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Escudo de la familia: Cacace

Escudo de la familia Cacace

1 Blasòn de la familia Cacace

Partito; a destra d'azzurro, al braccio nudo di carnagione movente dal fianco sinistro e tenente una catena cui sta legato un cane d'argento fermo sopra onde increspate di nero e d'argento, accompagnato in capo da una stella di sei raggi d'oro; a sinistra, d'argento a quattro bande di nero; col capo d'oro caricato di due rose di rosso.

Cacace della Campania. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, pag.189-190, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

Escudo de la familia Cacace

2 Blasòn de la familia Cacace

D'azzurro alla fascia accompagnata in capo da due lance poste in croce di Sant'Andrea, e nella punta da tre bande; il tutto d'oro.

Escudo de la familia Cacace

3 Blasòn de la familia Cacace

Partito, nel 1° di azzurro al braccio vestito di rosso movente dal fianco sinistro e tenente una catena cui sta legato un cane d'oro fermo sopra onde increspate di nero e d'argento, accompagnato nel capo da una stella d’oro ad 8 punte; nel 2° d’azzurro alla banda d’oro accompagnata nel capo da due rose di rosso bottonate d'oro e in punta da tre bande del medesimo.

Elaborato da affresco su scultura conservato presso la chiesa di Santa Maria dei Miracoli in Napoli.

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