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Origine del cognome Calò, provenienza: Italia

Titolo: Baroni - Nobili - Cavalieri - Patrizi - Signori
Araldica della famiglia: Calò
Corona nobiliare Calò
Antico ed assai nobile casato del Regno di Napoli, che ha goduto nobiltà in Bari, Bitonto, Napoli, Taranto, Palermo e Trieste, il quale vuolsi giunto dalla Grecia. L'origine di tal cognominizzazione, infatti, al dir di autorevoli genealogisti, andrebbe ricercata nella italianizzazione del soprannome "Kalòs" (= “bello”), ad indicare una persona di bell’aspetto. Secondo quanto ci viene tramandato, la famiglia passò nel Regno di Napoli nel secolo decimo secondo, con il generale di Bisanzio Johannes Ducas (Kalòs), il quale fu sconfitto in battaglia e fatto prigioniero nelle Puglie. Secondo altri autori, invece, la casata venne nel XIII secolo con un altro... Continua
Johannes Kalò, chiamato “Nobilis Vir”, ambasciatore degli imperatori Comneni e Paleologi. In ogni modo, i membri di tal nobile famiglia furono possidenti terrieri in Bitonto, nobili in Ostuni, Bari, Gallipoli, Brindisi, Oria, Taranto, signori di Torricella e Insilito ed infine in Trieste nel XVI secolo, con un'altra arma del casato, con iscrizione nel 1626, in Napoli furono iscritti nel 1805; feudatari di Calò e Torricella. La famiglia si stabilì in Bari nel 1592 e venne aggregata a quella nobiltà nel 1716, aggiungendo, un ramo del casato, al proprio cognome quello dei Carducci, per parentela acquisita con tal famiglia. Fu essa ricevuta nell’Ordine di Malta per “giustizia” e nel 1805 venne ascritta al Registro delle Piazze Chiuse del Regno. Giovanni, per ordine di Re Carlo II d'Angiò, presiedette alla mostra dei Baroni del Regno nel 1298; Gerardo fu tesoriere, familiare e domestico del Re; Jacopo fu giureconsulto di molto merito; Guglielmo e Giovanni furono amministratori delle entrate di Casa reale in Terra d'Otranto; Nicolò fu castellano di Taranto nel 1463; Francesco fu patrizio e sindaco della città di Gallipoli nel 1480; Donato, Garofalo e Francesco combatterono alla guerra d'Otranto contro i Turchi nel 1481; Bernardo fu castellano di Taranto per conto di Carlo II d'Angiò; Alfonso seniore fu sindaco di Gallipoli 1515/6, stessa nomina Alfonso juniore 1590/1 1600/1, 1609/19, Maurizio 1690/1, 1708/9; Matteo prese parte alla battaglia di Lepanto nel 1571; Francesco Antonio fu sindaco di Taranto nel 1795; Pietrantonio fu ufficiale di guarnigione in Taranto nel 1580; Annibale fu consigliere imperiale in Trieste; appartiene alla famiglia anche il beato Giacomo. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.

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Stemma della famiglia: Calò

Stemma  della famiglia Calò (Sicilia)

1 Blasone della famiglia Calò (Sicilia)

D'azzurro al leone d'oro unghiato e lampassato di rosso, col capo d'oro a tre scacchi d'azzurro posti in fascia, caricati da una croce greca d'argento.

Blasone del ramo Siciliano, citato in "Dizionario araldico" e "Elenco Stemmi Famiglie Joniche".
Stemma  della famiglia Calò (Bari, Bitonto, Napoli, Taranto, Palermo, Trieste)

2 Blasone della famiglia Calò (Bari, Bitonto, Napoli, Taranto, Palermo, Trieste)

D'azzurro, al leone d'oro rampante contro un albero sradicato di verde, con la fascia d'oro attraversante sul tutto. Cimiero: Una face. Motto: Salus et gloria.

Blasone dei rami di Bari, Bitonto, Napoli, Taranto, Palermo e Trieste, citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol. primo, pag. 202, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1890.

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