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Origen del apellido Candia, país de origen: Italia

Nobleza: Patrizi - Nobili - Cavalieri

Escudo y Blasòn de la familia Candia: D'azzurro, al leone d'oro, sinistrato da due pini al naturale; il tutto sostenuto da un terreno dello stesso, col sole del secondo, orizzontale a destra.

Escudo y Blasòn de la familia Candia

Antica famiglia, originaria di Torre del Greco, stabilitasi ad Alghero, per la pesca del corallo, nella seconda metà del secolo XVIII. Nel 1779 un Serafino, mercante, che però viene detto "patrizio di Torre del Greco", ottenne il cavalierato ereditario e la nobiltà. Suo figlio Stefano fu valente generale ed abile amministratore, trasferì la famiglia a Cagliari all'inizio del secolo XIX. Uno dei figli di Stefano fu il celebre tenore noto .... continua

con il nome di Mario, gli altri continuarono le tradizioni militari della famiglia. Nella nota dei Feudatari, Nobili e Cavalieri, compilata dal R. Prefetto di Alghero e trasmessa, nel 1822, alla Segreteria di Stato e di Guerra presso il Viceré di Sardegna, nell'occasione dell'assunzione al trono del re Carlo Felice, è compreso il nome del cavalier Don Serafino Candia, residente in Alghero. A questa nobile famiglia appartennero il general Don Carlo Candia, collaboratore del generale Alberto Della Marmora nello studio della Carte geografica della Sardegna ed autore di una importante Memoria sul riordinamento del tributo fondiario in Sardegna, morto a Cagliari, sua patria, il 6 giugno 1863, ed il Generale cav. don Stefano Candia, padre di Giovanni, il quale nacque a Cagliari il 17 ottobre 1910, morì in Roma l'undici dicembre 1883, ed era conosciuto in arte sotto il nome di Mario. Egli, com'era costume delle famiglie aristocratiche, fu destinato alla carriera delle armi ed entrò in giovanissima età nell'Accademia militare di Torino, ove ebbe compagno d'armi ed amico Camillo Cavour. Uscitone a venti anni col grado di sottotenente nei Cacciatori Sardi, fu inviato a Nizza, come aiutante di suo padre, che era governatore di quella importante e ridente città, allora italiana, anzi gemma della Corona Italiana. Dotato di bellissima voce, appassionata per l'arte, coltivò la musica, facendosi ammirare. Lasciate le spalline e la sciabola si imbarcò segretamente, travestito, sopra una nave mercantile che lo condusse a Marsiglia: poco dopo era a Parigi e di là incomincia la sua gloriosa carriera artistica. Lasciò vasta orma di sé nell'arte del canto e portò nelle più lontane regioni il nome italiano, esercitando sul pubblico un fascino irresistibile. Il busto di questo insigne artista, superba opera d'arte, è conservato nel palazzo comunale di Cagligentile arte del canto - deliziò il mondo - onorando la patria.

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