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Origine del cognome Caputo, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Conti - Marchesi - Duchi - Principi
Variazioni cognome: Locaputo
Araldica della famiglia: Caputo
Variazioni cognome: Locaputo
Corona nobiliare Caputo Antichissima famiglia del Regno di Napoli, che ha goduto nobiltà a Napoli, nei sedili di Nilo, Montagna, Porto e Portanova, a Tropea, Barletta, Cosenza, Ruvo di Puglia, Larino, Catanzaro ed altre città del Sud Italia. Nelle sue diverse ramificazioni ottenne numerosi feudi, tra i quali: Bagnoli, Belvedere, il principato di Calopezzati, Carovigno, Castel di Pietro, Cuma, Feccia, Cefuni, Mattafellone, Roccaromana, Sacco, Sanfelice, Sansosti, Tito. Alla casata spettano, inoltre, i seguenti titoli: conte di Monteforino, marchesi di Cerveto e Petrella, duca di Turano e, sul cognome, principe di Calopezzati. La casata ha inoltre dato quattro Vescovi alla Chiesa Cattolica: Andrea (†... Continua

1650), Vescovo di Lettere dal 1625 al 1650; Pietro Paolo († 1628), nominato da Urbano VIII vescovo di Larino dal 1628 sino al 29 luglio dello stesso anno; Consalvo († 1645), fratello di Pietro Paolo, chiaro per pietà, Vescovo di Massa nel 1630 e Vescovo di Catanzaro dal 1633 al 1645; Nicola (Napoli, 1770 - Lecce, 1862), Vescovo di Lecce dal 1818 al 1862. In ogni modo, della famiglia si hanno memorie certe sin dal XIII secolo: Pietro fu decorato dell’Ordine del “Cingolo Militare” dal re Carlo I d’Angiò; Lorenzo fu giustiziere di Terra di Lavoro nel 1290; Carlo e Luigi furono marescialli dell’Esercito, con nomina rispettivamente nel 1384 e 1393. Il casato venne messo al bando in Napoli nel secolo XVI, per rivalità con altre famiglie dei seggi nobili e dovette riparare in altri luoghi. Un ramo si stabilì in Cosenza, dove venne decorato nel 1724 del titolo di duca, ed i suoi membri fecero parte dell’Ordine di Malta, riconosciuti di “antica nobiltà” per l’ammissione nelle regie Guardie del Corpo dell’Esercito delle Due Sicilie. Un altro ramo passò in Tropea, con un Barnaba, nell’anno 1567. Un Tommaso fu ammesso nell’Ordine di Malta quale cavaliere di giustizia; un altro Tommaso fu ufficiale delle “Regie Guardie del Corpo” del Regno delle Due Sicilie nel 1849 e venne decorato dell’Ordine Pontificio di San Silvestro. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.


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Stemma della famiglia: Caputo
Variazioni cognome: Locaputo

Stemma  della famiglia Caputo

1 Blasone della famiglia Caputo

Di rosso, alla testa di leopardo d'argento coronata d'oro.

Blasone della famiglia Caputo di Napoli e Tropea. Fonte bibliografica del blasone: "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

Stemma  della famiglia Caputo

2 Blasone della famiglia Caputo

Di rosso alla testa di leone posta in maestà e coronata d'oro.

Caputo della Campania. Fonte: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI", Vol. II pag. 301.

Stemma  della famiglia Caputo

3 Blasone della famiglia Caputo

D’argento, alla testa di leopardo di carnagione, bordata di nero, coronata d’oro, all’antica. Cimiero: un braccio armato al naturale, la mano di carnagione, impugnante pei capelli una testa di moro.

Caputo della Sicilia. Fonte: "Nobiliario di Sicilia" di Antonio Mango di Casalgerardo (Palermo, A. Reber, 1912).

Stemma  della famiglia Caputo

4 Blasone della famiglia Caputo

Troncato: nel 1º d'azzurro a 3 monti d'oro con due leoni del medesimo affrontati e linguati di rosso, sostenenti una testa coronata al naturale; nel 2º di verde con quattro fasce ondate di argento.

Caputo di Tropea. Fonte: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI", Vol. II pag. 301.

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