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Origen del apellido Cassol, país de origen: Italia

Nobleza: Conti
Heráldica de la familia: Cassol
Corona de la nobleza Cassol Si narra che questa famiglia abbia avuto origine dalla Germania, da un Alberto, figlio di Ridolfo, Signore di Norimberga, noto nel 910. Da lui nacque Guglielmo, prode guerriero, segnalatosi, anche, nelle lettere e nella politica che, insieme al figlio Alberto, fu fatto prigioniero da Tessone, Re d'Ungheria; tanto che vennero incarcerati insieme, nella città di Cassow. Morto il padre in quelle prigioni, Alberto riuscì drammaticamente a fuggire, e dopo aver peregrinato 4 anni, nel 920 giunse a Pavia, ospitatovi da Rodolfo, duca di Borgogna. Ma per circostanze avventurose anche da Pavia dovette fuggire, dopo aver ucciso in duello Tigrano Matiscon,... Continuaráintimo del Duca, e si ricoverò a Venezia. Là si distinse per il suo valore, fu aggregato alla cittadinanza nobile veneziana e nel 925 sposò Calidonia, erede di una cospicua fortuna. Dalla città di Cassola, dove fu prigioniero, egli sarebbe stato chiamato Alberto Cassola, nome cambiatosi poi in Cassollo e ,successivamente, per le solite cause della fonetica storica e della pronuncia dialettale, Cassoli o Cassola in Veneto. Queste origini, insieme ad altre notizie, e romantiche e leggendarie avventure di altri membri di questa antica ed illustre famiglia, sono narrate da Asdrubale Bombace, letterato e poeta reggiano morto nel 1662, la cui figlia Isabella aveva sposato Paolo-Pietro di Giorgio, in un ampia genealogia manoscritta, (forse redatta in quella circostanza) esistente presso la famiglia, in cui esalta le origini e le gesta della famiglia Cassol. Vi sono anche inseriti dei versi ed alcuna fantasiose ottave, di imitazione ariostesca. Egli narra poi che Otto Cassol nel 1010 dovette fuggire da Venezia, per aver commesso un omicidio, e si rifugiò a Bologna; e che un Marco, dopo aver militato per la Repubblica Veneta, uccise per vendetta il Doge Vital Michieli sulla pubblica via. In seguito a ciò egli pure fuggì sotto falso nome a Bologna, raggiuntovi poi dal figlio Terisio, di cui il Bombace narra pure avventure le più fantastiche e romanzesche. Un pronipote di Terisio, figlio di suo nipote Nicolò, chiamato Cassolo, fu segnalato uomo d'armi. Mandato da un suo parente Guido Lambertini che era allora podestà di Reggio, a combattere coi Reggiani nel 1200 a Borgo S. Donnino, poi alla presa di Cavigliano (ora S. Polo) e in altri fatti d'armi dei reggiani, fu nominato in seguito Capitano della squadra da Gherardo Rolandini, suo parente, allora podestà di Reggio.
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Escudo de la familia: Cassol

Blasòn de la familia

Inquartato: Nel primo e quarto d'oro alla mezz'aquila bicipite al naturale, coronata del campo, uscente dalla partizione con ramoscello d'olivo al piede dell'aquila al quarto punto. Nel secondo e terzo di rosso a due fascie d'oro.
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