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Origen del apellido Cerrato, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Cavalieri - Signori - Consignori
Heráldica de la familia: Cerrato
Corona de la nobleza Cerrato
Antica famiglia, di chiara ed avita nobiltà originaria della Castiglia e, più precisamente delle montagne di Leon, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Europa. Il capitano Don Alonso Cerrato, nativo di Morón de la Frontera (Cadiz) e sua moglie Doña Ana María de Figueroa, nativa di Caceres, sono stati i genitori della signora Ambrosia Cerrato Figueroa, che ha sposato in Panama, il 13 luglio 1636, Don Bartolomeo de Muxica-Lazcano e San Juan, nato a Las Palmas di Gran Canaria il 1° dicembre 1602, capitano di fanteria. In Las Palmas, costoro posero la loro dimora e, da tal felice... Continuará
matrimonio, nacquero quattro figli. Don Alonso de Muxica-Lazcano e Cerrato Figueroa, primogenito, nato a Las Palmas il 7 novembre 1653, fu capitano di fanteria e Governatore di Gran Canaria. Un ramo della famiglia, inoltre, al dir di illustri genealogisti, giunse in Italia, al seguito dei re Aragonesi, ponendo la propria dimora nel napoletano. Infatti, verosimilmente, tal famiglia, fregiata del cavalierato, in seguito alla partecipazione, sotto i vessilli aragonesi, connotata da coraggio e virtù, di un Rodrugo Cerrato alla guerra d'Otranto, del 1481, contro gli Ottomani. La presenza del motto, inoltre, nella bibliografia documentata della famiglia, ci conferma una ancor più avita nobiltà raggiunta della casata. Motto della famiglia: Agitado mas siempre firme. Altro ramo. Nobile famiglia piemontese, detta Cerrato o Cerrati, con residenza nella città di Alba, tra le prime famiglie signorili insediatesi anche in Cuneo. A tal casato appartenne il celeberrimo Paolo (1485 - 1538/41), avvocato e poeta latino. Il padre Benedetto, nobile di Alba, Signore di Verduno, Consignore di Calosso, Cissone, Cornegliano e Roddinomorì, morì il 17 gennaio 1517 e la sua tomba si trova nella chiesa albese di S. Domenico; il nonno paterno, suo omonimo, fu giureconsulto. Forse, proprio per tal motivo, Paolo, dopo aver studiato nella sua città la letteratura volgare ed essersi dedicato con particolare interesse allo studio dei classici latini, si trasferì a Pavia. Qui, alcuni anni prima, era stato professore di diritto l'illustre Tommaso Cerrato, suo parente, e qui egli si laureò in giurisprudenza. Al 1508 risale la composizione dell'Epithalamion, per le nozze del marchese del Monferrato Guglielmo Paleologo con Anna di Alençon. Nel 1524 collaborò con tre epigrammi, di matrice catulliana, alla raccolta di componimenti poetici in ricordo della dedica di una cappella di S. Agostino a Roma, da parte di Giovanni Corisco. Nel frattempo, tornato ad Alba, ottenne insieme con il fratello Pietro, il 20 gennaio 1536, il feudo di Corneliano, da Beatrice di Savoia. In questo anno, col favore del vescovo Gerolamo Vida, fu accolto fra gli amministratori dell'Ospedale dei pellegrini, al quale per testamento lasciò una parte della sua eredità. In virtù della sua attività letteraria, poi, ottenne una certa notorietà: la pubblicazione di un poemetto epico-religioso in versi latini, intitolato "De Virginitate", dette l'occasione a G. C. Scaligero, nella sua Poetica, di collocare il lavoro del Paolo C. accanto alle opere del Bembo, del Fracastoro, del Pontano. Del poemetto il Vallauri dà notizia di due abbozzi di traduzione, rimasti inediti, l'uno in versi sciolti, a cura di Giuseppe Bartoli, professore all'università di Torino, l'altro in ottava rima a cura di Carlo Tenivelli, studioso di erudizione piemontese. Paolo istituì suoi eredi i due nipoti Giovanni e Tebaldo; proprio il testamento ci consente di stabilire il termine dopo cui collocare l'anno della sua morte, essendo datato 30 nov. 1538. Alcune fonti, però, affermano che egli morì nel maggio del 1541. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di

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Escudo de la familia: Cerrato

Blasòn de la familia

Inquartato, nel primo d'argento al leone al naturale, nel secondo d'argento alla croce di nero, nel terzo di verde al lupo al naturale, nel quarto d'argento all'albero di verde.
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