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Origen del apellido Clavarino, país de origen: Italia

Nobleza: Marchesi

Escudo y Blasòn de la familia Clavarino: Di azzurro a tre monti di verde uscenti dalla campagna del medesimo, sormontati da tre stelle di oro ordinate in fascia, alla capra rampante di argento attraversante sulla campagna e sui monti; il tutto attraversato dalla fascia di rosso.

Escudo y Blasòn de la familia Clavarino

Famiglia patrizia genovese, venuta in Genova intorno alla metà del secolo XIV, probabilmente in due linee, provenienti l'una da Chiavari, donde il cognome, e l'altra dalla valle di Bisagno. Da un Tommaso del secolo XV la discendenza, per Francesco (1496), Cosmo (1545), Luca, si divise dai due fratelli Francesco e Pietro in due rami, ascritti al tempo della ricostituzione genovese del 1528 il primo nell'albergo De Franchi, il secondo in .... continua

quello Pallavicino. Quest'ultimo da detto Pietro, per Luca, Pietro Tommaso (n. 1664), Luca Ignazio (n. 1710), Giovan Battista (n. 1740), giunse a Lorenzo (n. 1774), ultimo iscritto di questa linea nel libro patriziale di Genova (14 dicembre 1793). L'altro ramo, partendo dal detto Francesco, per Cosmo (n. 1594), Giovan Battista (n. 1633), Cosmo (n. 1660), Giovan Battista (n. 1690, dec. 1759), Giovanni Agostino (n. 1727, dec. 1801), Antonio Gaetano (n. 1779, dec. 1863), pervenne ai fratelli Giulio Cesare (n. 1813, dec. 1881) e Camillo (n. 1816, dec. 1886). Dal primo nacquero i fratelli Emilio (n. 1852), generale Alfeo (n. 1855) e generale Mariano (n. 1861). Da Alfeo vennero Giulio (n. 1891, dec. 1918), che lasciò il figlio Alfeo (n. 1918). Alfredo (n. 1893), Amedeo (n. 1896), Diego (n. 1899) e Giorgio (n. 1921), Amedeo (n. 1924), Giulio (n. 1926) e Ferdinando (n. 1928) e Amedeo i figli Alfredo (n. 1923), Franco (n. 1924) e Roberto (n. 1927). Da Camillo di Antonio Gaetano nacque Antonio (n. 1841, dec. 1897) padre di Alberto (n. 1874) nonchè Filippo (n. 1850) e Carlo Giulio (n. 1852) padre di Ferruccio (n. 1887). A questa famiglia sono stati riconosciuti i titoli di Patrizio di Genova (m.) e Marchese (mpr.) con D.M. del 1895 (28 aprile) e 1899 (8 giugno). Dei personaggi di questa famiglia possono ricordarsi i seguenti. Pietro, fabbro, consigliere nelle convenzioni di Genova con l'imperatore Carlo IV (1368). Giovanni, ortolano in Bisagno, anziano (1387), ricordato anche nel cartulario del banco di San Giorgio del 1397. Vincenzo, uno degli otto deputati alla pacificazione delle lotte civili in Genova (1415), officiale di provvigioni (1417, 1421) e di moneta (1420). Giovanni, tintore, anziano (1401), che fece costruire a sue spese il sancta sanctorum nell'oratorio di San Giacomo delle Fucine. Altro Giovanni, capitano di artefici ( della dogana (ora albergo), l'altra nell'Archiginnasio, nella quale è ricordato com'egli fosse "penetrante nell'inventare (cioè nell'indagare), profondo nell'esaminare, esatto nello esporre, che con l'acutezza dello ingegno sa tagliare i nodi delle questioni, guida per via sicura nei santi penetrali delle leggi, sì che dietro a lui nessuno sbaglia strada"...

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