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Origen del apellido Cumbo, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Baroni
Heráldica de la familia: Cumbo
Corona de la nobleza Cumbo Antica ed assai nobile famiglia di origine spagnola, di chiara ed avita virtù, passata a risiedere in Sicilia, con un Fabrizio che ottenne, sotto il governo Aragonese, eminentissimi uffici. Nel 1393, il casato ottenne la signoria del feudo di Bonalbergo, in Nicosia, con titolo Baronale. Successivamente, la famiglia si divise in tre rami: quello di Malta, quello di Reggio-Calabria e quello di S. Agata dei Goti, da dove provenne quello stabilitosi in Milazzo e che fu elevato alla nobiltà messinese il 31 Agosto 1813. D’altronde, tal famiglia, nel dispiegarsi dei lustri, sempre è riuscita a produrre una serie di uomini che... Continuaráhanno reso illustre il suo nome, nei pubblici impieghi, nelle professioni liberali ed ecclesiastiche e nel servizio militare. Fra questi, senza nulla levar al valore degli omessi, contasi: Raimondo segretario del duca Martino e protonotario del regno di Sicilia; Gioacchino, che fu giudice delle appellazioni di Messina, nel 1695, e giudice pretoriano di Palermo, nel 1704; Nicolò, giurato di Milazzo nel 1701-2; un Giuseppe, dottore in leggi, giudice capitaniale di Milazzo nel 1742-43; Francesco, capitano di giustizia in Milazzo, nel 1723-24 e giudice della Gran Corte Civile nel 1728-29-30; Vincenzo, capitano di giustizia di detta città, nel 1764-65; Antonino, che tenne la stessa carica nel 1793-94; Antonino, che fu confrate della nobile arciconfraternita della Pace e Bianchi di Messina nel 1813, della quale, nel 1850, tenne il governo quel Paolo Cumbo e Proto, presidente della Consulta di Stato in Sicilia, che tanto lustro arrecò a questa famiglia. Motto della famiglia: Vi sed non ingenio. Tra gli attuali rappresentanti della famiglia annoveriamo Francesca Cumbo in Oriani, Prof. Psicologa Psicoterapeuta, laureatasi pressa l'Università "La Sapienza" di Roma. La chiara nobiltà della casata risulta confermata dalla presenza, della sua blasonatura, nella pregevole opera "Il Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti", del genealogista Giovan Battista di Crollalanza, pubblicata a Pisa nel 1886 in tre volumi, di oltre 1400 pagine. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Escudo de la familia: Cumbo

Escudo de la familia Cumbo

1 Blasòn de la familia Cumbo

D'argento, al nodo di Salomone d'azzurro, alla spada dello stesso, guarnita d'oro, posta in banda e appuntata al nodo. Cimiero: un braccio armato al naturale, la mano di carnagione impugnante la spada dello scudo.

Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol. primo, pag. 343, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

Escudo de la familia Cumbo

2 Blasòn de la familia Cumbo

D'argento ai due triangoli intrecciati in stella accostati da un giavellotto posto in sbarra posata nel canton sinistro del capo, la punta diretta verso i triangoli, il tutto d'azzurro. Cimiero: un braccio armato al naturale, la mano di carnagione, impugnante il giavellotto dello scudo.

Citato in "Armorial Général par J.B.Rietstap - Deuxième èdition refondue et augmentée - Tome I A-K" p. 496X

Escudo de la familia Cumbo

3 Blasòn de la familia Cumbo

D’azzurro, al nodo gordiano d’argento, alla spada dello stesso guarnita d’oro, posta in banda e appuntata al nodo. Cimiero: un braccio armato al naturale, la mano di carnagione, impugnante la spada dello scudo. Divisa: VI SED NON INGENIO.

Citato in "Nobiliario di Sicilia di Antonio Mango di Casalgerardo, 1915-1970".

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