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Origin of last name Gatti, country of origin: Italia

Nobility: Nobili - Cavalieri
Last Name variations: Gatta - Ugatti - del gatto
Heraldrys of family: Gatti
Last Name variations: Gatta - Ugatti - del gatto
Nobility crown Gatti Antica famiglia toscana, con residenza in Prato, alla cui nobiltà fu ammessa, in persona di un Giuseppe, nel 1764. La famiglia levò per arme. D'oro, al monte di sei cime di verde, e alla banda attraversante d'azzurro, caricata di un ramo di (...), fiorito di cinque pezzi d'argento. Alias. D'oro, al monte di sei cime di verde, e alla banda attraversante d'azzurro, caricata di cinque rose d'argento. Altro ramo. Antichissima famiglia patrizia di Viterbo, detta Gatti o De Gattis, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Figura di primo piano della famiglia fu, senza alcun dubbio in proposito,... To be continued
quel Raniero, nato, presumibilmente intorno ai primi anni del Duecento, da Bartolomeo di Rolando "Veralducii" (morto prima del 1237) e da Viscontessa. Fu, costui, il primo a portare il cognome Gatti, testimoniato a partire dal 1253, e ad aggiungere all'arme di famiglia un gatto, simbolo di destrezza e abilità, qualità indispensabili per l'ascesa sociale. Dopo di lui, il cognome Gatti passò a indicare il ramo dei discendenti di Bartolomeo, mentre quelli di Brettoni ("de Brectonibus" o "Britonibus") e Gatteschi vennero usati per designare più in generale l'intera stirpe di Rolando "Veralducii". Le basi della ricchezza della famiglia appaiono, sin dalle prime generazioni, saldamente legate al commercio dei cereali e al prestito di denaro; già Rolando, il nonno del detto Raniero, risulta impegnato in queste due attività: nel 1217, nella divisione di beni fra i suoi tre figli (Bartolomeo, Leonardo e Veraldo) sono elencate più di 1500 lire di crediti ancora da riscuotere, alle quali si aggiungeva un cospicuo patrimonio immobiliare cittadino costituito da palazzi, case e torri che, essendo denominate ancora con riferimento ai precedenti proprietari, sembrano essere pegni non riscattati e passati nelle mani di Rolando solo da poco tempo. L'attività del prestito di denaro, insieme con il commercio dei prodotti agricoli, continuò a costituire la base della fortuna familiare anche con le generazioni successive e rese possibile l'ingresso della famiglia nell'aristocrazia cittadina detentrice di castelli nel contado di Viterbo; già nel 1226 Bartolomeo e Leonardo, figli di Rolando, erano entrati in possesso di Valcena, quale pegno per un prestito di 525 lire, e prima della fine del Duecento i Gatti vantavano diritti anche sui castelli di Sala, Fratta, Cornienta Vecchia, Cornienta Nuova e Monte Casoli. Il nostro Raniero, in ogni modo, fu il primo esponente della famiglia che ricoprì un ruolo di rilievo nella vita politica e prese posizione nelle contese tra le fazioni cittadine legando i destini della sua stirpe al Papato proprio negli anni in cui Viterbo era schierata a fianco di Federico II. Stando a quanto narrano i cronisti cittadini del XV secolo, inoltre, sin dai primi decenni del Duecento i Gatti erano alleati degli Alessandri e fieramente opposti ai Cocco, con i quali più volte sostennero sanguinosi scontri. Il segno lasciato da Raniero e dalla sua famiglia nella Viterbo del XIII secolo, tuttavia, non si limita comunque all'attività politica e amministrativa; si devono ai Gatti i grandiosi progetti di ampliamento e di abbellimento della città, in cui questa conobbe l'apice del suo sviluppo, grazie anche al prolungato soggiorno della corte pontificia. Si deve, infatti, a Raniero l'edificazione, nel 1266, del palazzo papale, all'interno del quale si svolse il lungo conclave (1268-71) convocato dopo la morte di Clemente IV; suo figlio Visconte, capitano del Popolo, nel 1268 curò il completamento delle mura cittadine e la costruzione di un acquedotto che, dalle pendici dei monti Cimini, attraversava la parte orientale della città portando l'acqua alla fontana della loggia papale (edificata nel 1267 da Andrea di Veraldo cugino di Raniero; all'altro figlio, Raniero, si deve invece, presumibilmente,

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Coat of Arms of family: Gatti
Last Name variations: Gatta - Ugatti - del gatto

Coat of Arms of family Gatti

1 Blazon of family Gatti

D'azzurro al monte di tre cime di verde all'italiana, sostenente un gatto ritto e rivoltato al naturale, accompagnato in capo da tre stelle di 6 raggi d'oro, male ordinate.

Gatti di Gubbio. Citato in "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI",Vol. III pag. 375.

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2 Blazon of family Gatti

D'oro, al monte di sei cime di verde, e alla banda attraversante d'azzurro, caricata di cinque rose d'argento.

Gatti o del gatto di Prato. Citato in "Raccolta Ceramelli Papiani" custodita presso l'archivio di stato di Firenze, fasc.5684.

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3 Blazon of family Gatti

D'oro, al monte di sei cime di verde, e alla banda attraversante d'azzurro, caricata di un ramo di..., fiorito di cinque pezzi d'argento.

Gatti o del Gatto di Prato. Citato in "Raccolta Ceramelli Papiani" custodita presso l'archivio di stato di Firenze, fasc.5684.

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4 Blazon of family Gatti

D'azzurro, al gatto passante d'argento macchiato di nero ed avente in bocca un topo al naturale; col capo d' Angiò.

Gatti di Bologna. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, pag. 460, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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5 Blazon of family Gatti

Spaccato; nel 4.° d'oro, all'aquila di nero coronata del campo; nel 2.° sotto un cielo al naturale un gatto d'argento passante sopra una terrazza di verde e tenente fra i denti un topo di nero.

Gatti di Milano. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, pag. 460, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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6 Blazon of family Gatti

Spaccato; nel 4.° d'azzurro, al gatto uscente d'argento, tenente un giglio d'oro, e sormontato da tre altri gigli dello stesso divisi da un lambello di quattro pendenti di rosso; nel 2.° fasciato d'argento e d' azzurro di quattro pezzi.

Gatti di Romagna. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, pag. 460, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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7 Blazon of family Gatti

Di cielo al naturale, al gatto d'argento passante sopra una terrazza di verde, e tenente fra i denti un topo di nero; col capo d'oro, all'aquila di nero coronata del campo.

Gatti di Lombardia. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, pag. 460, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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8 Blazon of family Gatti

Partito e incrociato d'una linea inchinata in banda formante quattro compartimenti ineguali; nel 1° e 4° d'azzurro, al castello al naturale posto sopra una terrazza di verde; nel 2° e 3" d'argento, ad un palmizio di verde, terrazzato dello stesso e accompagnato in capo da un sole raggiante d'oro, movente dal canton destro.

Gatti di Verona. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, pag. 460, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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9 Blazon of family Gatta

D'azzurro, al gatto passante d'argento; col capo d'Angiò.

Gatta, del Gatto o Gatti di Sicilia. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, pag. 460, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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