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Origen del apellido Inchiostro, país de origen: Italia

Nobleza: Baroni - Marchesi
Heráldica de la familia: Inchiostro
Corona de la nobleza Inchiostro
Trae origine questa linea da Oppizzone (Pagano), di Alberto, e di Dominicella dei signori di Rocchetta Tanaro. Nella divisione del marchesato della famiglia fatta tra i figli di Alberto, Rocchetta Tanaro toccò a Pagano; Manfredo il 27 dic. 1203. Fu illustrata questa linea da egregi personaggi, e meritano speciale ricordo Enrico, il quale fece nel 1815 la campagna detta di Grenoble; Celestino, che combatté in Spagna nell'esercito Carlista, poi ritornato in patria fu colonnello di Cavalleria, quindi capo di Stato maggiore nella Divisione di Alessandria; Giovanni che fece le campagne del 1859 e del 1866, e fu aiutante di campo... Continuará

del Principe di Piemonte, tenente generale, e ispettore dell'arma di Cavalleria; Alberto che con il grado di maggior generale partecipò nella brigata Guardie alla campagna del '48, '49 e nello Stato Maggiore a quelle del '59 e '66. Dal generale marchese Giovanni nacque Enrico (nato Milano, 23 ottobre 1867), tenente colonnello di Cavalleria nella riserva, che fu riconosciuto nei titoli con Decreto Ministeriale dell'11 maggio 1891. Motto della famiglia: Super sidera. Altro ramo. Antica e nobilissima famiglia, discendente da Valeriano VII, uno dei sette marchese d'Italia, derivati da un marchese Aleramo potentissimo nelle Alpi Liguri durante il secolo IX, e non già della stirpe dei re sassoni come erroneamente riferisce il Sansovino. Fu portata in Sicilia al dir del Savasta da Isidoro I che, collegatosi col conte Ruggiero, diede prove di gran valore contro i Saraceni. Per tale ragione non poche terre e feudi baronali ottenne, e ottenne la nipote del citato conte in moglie. Commendasi un Federico, assai prode contro i francesi, che con Carlo d'Angiò investir volevano la città di Sciacca, costringendolo così a toglier l'assedio e a concludere una pace onorata tra Federico re di Sicilia, il detto Carlo, re di Napoli e Roberto, duca di Calabria; ciò che fu praticato in uno de' suoi poderi in Caltabellotta. Andò poscia ambasciatore delle dette tre potenze a papa Bonifacio per ottenerne conferma; e quindi in vista di splendidi servigi salì al posto di gran cancelliere del regno 1317. Occupò inoltre la carica di governatore.


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Escudo de la familia: Inchiostro

Blasòn de la familia

D'azzurro a nove stelle d'oro 3. 3. 2. 1., col capo dell'impero.
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