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Origen del apellido Milletti, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Patrizi
Heráldica de la familia: Milletti
Corona de la nobleza Milletti Famiglia romana, di chiara ed antica virtù. Sotto la data 6 gennaio 1445, in una Bolla di Eugenio IV, relativamente alla donazione delle terre di Leprignano e Castiglione all'Abbadia di S. Paolo, viene indotto Testimonio Giovanni di Milletti. Del 1462 morì Nobilis et Egregius Vir D. Andreas de Milletti Scriptor Sacrae Penitentieriae. Marianus Scalabastro Not. Rog. nel Testamento. Hanno parentado con i Cardelli, con gli Sciamanna di Terni e con i Romanuli. Gio. Battista Milletti, fu Prelato di Segnatura e Votante, fabbricò una casa magnifica nel Rione di Parione, quasi dirimpetto la Chiesa di S. Tommaso. Ha la sepoltura in... Continuará

Aracoeli. Altro ramo. Originaria di Amantea ed aggregata nel 1690 alla Piazza Nobile, di detta città. E' iscritta nell'Elenco Ufficiale Italiano col titolo di patrizio di Amantea, in persona di Francesco, di Giovan Battista, di Francesco. Figli: a) Emilio; b) Giovanni. La famiglia alzò per arma: d'azzurro al pino sulla campagna di verde con un uccello al naturale accompagnato in capo da tre stelle d'oro in banda. Altro ramo. Agiata famiglia repubblicana, originaria di Cosenza, alla quale appartenne quel Carlo, nato in Grimaldi, il 24 genn. 1823, da Costantino e da Raffaella Brunetti. Gli zii paterni Carlo e Raffaele combatterono per la Repubblica partenopea nel 1799, mentre lo zio Pietro fu arrestato nel 1815 per il suo tentativo di <> e subì anche la confisca dei beni in seguito ai moti antiborbonici del 1844. Il padre, che esercitò la professione di procuratore legale, fu più volte processato per le sue idee repubblicane, ma venne sempre assolto e tenuto sotto controllo dalla polizia borbonica. Formatosi in un clima di fervore patriottico, il M. assorbì i sentimenti liberali della sua famiglia alla stregua del fratello maggiore Raffaele che, pur avviato agli studi ecclesiastici, rifiutò l'abito talare per diventare seguace prima di G. Mazzini e poi di M. Bakunin. Partecipò ai moti del 15 maggio 1848 insieme allo zio Pietro, che perse la vita a Nocera, in uno scontro a fuoco con le truppe borboniche, il 12 luglio dello stesso anno. l 22 ott. 1850 il M. riparò nell'isola, dove entrò in contatto con gli esuli calabresi e frequentò gli ambienti dell'emigrazione politica. Rimasto per quasi due anni a Malta, il M. fece vani tentativi per ottenere il permesso di trasferirsi nel Regno di Sardegna, riuscendo solo il 17 ag. 1852 a stabilirsi a Genova. Qui incontrò il cugino Pasquale Mileti, che lo introdusse negli ambienti liberali frequentati da C. De Lieto, M. Macchi, L. Miceli, G. Nicotera, ma l'incontro più significativo fu quello con il medico milanese A. Bertani, che indirizzò la sua vita cospirativa verso precise scelte politiche, ricondotte poi a molte battaglie che questi svolse negli anni successivi. A Genova il M. conobbe anche C. Pisacane, con il quale si schierò nel 1855 contro i sostenitori di un governo murattiano nell'Italia meridionale, dichiarandosi a favore dell'unità nazionale e avversando la soluzione tripartita della questione italiana con un regno del Nord da affidare ai Savoia, uno del Centro da assegnare al pontefice e l'altro a L. Murat. Il 24 sett. 1855, insieme con altri esuli come E. Cosenz, Nicotera, Pisacane e R. Pilo, firmò un appello contro l'erede della dinastia murattiana, considerando il suo tentativo «incompatibile con la nazionalità italiana» e temendo una riduzione del Meridione d'Italia a una provincia francese. Dall'aprile al settembre 1860 il M. collaborò con Bertani per favorire il progetto unitario di G. Garibaldi: il 3 luglio si recò a Napoli per sostenere l'impresa dei Mille e la sua avanzata nell'Italia centrale. Stabilitosi nella città partenopea, partecipò attivamente alla vita politica cittadina e fece parte


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Escudo de la familia: Milletti

Blasòn de la familia

D'azzurro al pino nodrito sulla campagna il tutto di verde con un uccello al naturale fermo sul medesimo, ed accompagnato i capo da tre stelle di oro poste in banda.
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