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Origen del apellido Minchia, país de origen: Italia

Nobleza: Conti
Heráldica de la familia: Minchia
Corona de la nobleza Minchia Oriunda di Courgnè nel Canavese, poi in Ivrea, la famiglia vanta fra i suoi antenati Domenico, che nel 1616 consegnava ai delegati del duca di Savoia, Carlo Emanuele I, lo stemma della comunità di Cuorgnè; Lorenzo, insinuatore a Ivrea, e Domenico, credendario ad Ivrea. Domenico (dec. nel 1703), procreò Giuseppe Antonio e Pietro Giuseppe, che diedero luogo a due linee. Giuseppe Antonio (dec. nel 1745), succeduto al padre come insinuatore ducale e banchiere del ducato di Aosta, fu investito di Banchette, presso Ivrea, con titolo comitale il 3 dicembre 1722 e poi nuovamente dopo il famoso editto di riunione il... Continuará3 dicembre 1731. Gli succedette nel feudo di Banchette il figlio Giovanni Antonio, che ne fu investito il 29 aprile 1746. Vent'anni dopo, nel 1766, egli veniva a morte lasciando due figli: Giuseppe Antonio, terzo conte di Banchette, e Pietro Paolo, che per acquisto fatto mediante R. Assenso del feudo di Vignale, presso Novara, ne veniva investito con titolo baronale il 18 giugno 1764. Per la morte, senza prole maschile, del fratello conte Giuseppe Antonio, il barone Pietro Paolo veniva pure investito della contea di Banchette il 12 giugno 1787, e per la morte di lui avvenuta nel 1791, pure senza prole maschile, il titolo comitale era rivendicato un secolo dopo dalla discendenza di Pietro Giuseppe. Questi fu padre di Carlo Domenico, che procreò Pietro Giuseppe, decurione e clavario della città di Torino, padre a sua volta di altro Carlo Domenico, dal quale venne Carlo, decurione e sindaco di Torino in tempi difficili, autore di ogni liberale progresso, amico del Gioberti, di cui difese in un memorabile colloquio con re Carlo Alberto le idee di libertà e di riforme politiche. Giureconsulto valoroso, con titolo e dignità di primo presidente di Corte d'Appello, morì nel 1875 lasciando, erede del nome e delle tradizioni domestiche i figli Emiio e Giulio (dec. 1888), tenente di vascello, ai quali fu riconosciuto nel 1884 il titolo di nobile. Ad Emilio (n. nel 1849) veniva rinnovato nel 1904 il titolo, che fu già dei suoi maggiori, di conte di Banchette. La famiglia è iscritta nel Libro d'Oro della Nob. Ital. e nell'El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di conte di Banchette (mpr.) e nobile (mf.), in persona di Emlio, di Carlo, di Carlo Domenico. Motto della famiglia: tro dell'Interno del regno d'Italia, dichiarò spettare ai membri di questa famiglia il titolo di nobile.
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Escudo de la familia: Minchia

Blasòn de la familia

D'oro all'olivo sradicato al naturale (Patenti 4 gennaio 1602).
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