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Origen del apellido Nabelli, país de origen: Italia

Nobleza: Patrizi
Heráldica de la familia: Nabelli
Corona de la nobleza Nabelli
Andalotus trae a notorietà la propria famiglia ricoprendo nel 1111 la carica consolare, anno in cui Milanesi e Tortonesi, espugnata Lodi, ne abbatterono ed incendiarono mura e case distruggendola interamente: triste vicenda delle lotte comunali! (Uomini Illustri, 84). La famiglia tuttavia godeva già in tempi assai più remoti prestigio e preminenza poiché ci è noto che Amelia figlia di Eustachio A. (n.v. 1030), sposando Ido Oramala, si accasò con una delle primarie famiglie patrizie tortonesi; ebbe cinque figli, tre maschi e due femmine: Adelasa che si unì in matrimonio con Guasco Ossona, eletto console nel 1115, e Cassiana che divenne... Continuará

moglie di Alembardo medico fisico tortonese (Annali I, 145 e 146). Trascorsi pochi decenni di autonomia comunale, Tortona volle nel 1122 sottrarsi definitivamente all'autorità imperiale seguendo l'esempio di altre città tra cui Milano alla quale non tardò allearsi sapendola anch'essa nemica dei pavesi. Le casate più illustri e potenti del Tortonese, tra cui quella degli A., costituirono il "Comune Signorile di Tortona" consolidando l'ordinamento delle magistrature e relativi poteri giurisdizionali; da ciò l'attributo onorifico di "De Civitate Terdona" ai membri di dette casate (Guasco di Bisio, Diz. Feud. 1667). Un'antica pergamena fortunosamente pervenutaci tuttora illesa di cui dà notizie il Montemerlo (St. di Tortona, 14) ed il Bottazzi (Antichità di Tortona, 319), elenca gli A. tra le famiglie nobili viventi in Tortona nell'anno 1140. Essi riprendono parte attiva alla vita pubblica dopo il loro rimpatrio sollecitato dai consoli allora in carica: l'esodo dei tortonesi in seguito alle distruzioni del 1155 e del 1163 spopolò la città privandola nel tempo stesso della presenza della famiglie più cospicue ed illustri; gli A. rientrarono nel 1165 (Annali I, 290) e nel 1174 Bernardo è investito della carica consolare per la prima volta,indi nuovamente nel 1178 ed ancora nel 1185 e 1191 (Chartarium, XII). Durante il suo secondo consolato nel 1178 la Lega Lombarda inviava a Tortona deputati per indurla a staccarsi dall'imperatore e rientrare in seno ad essa: legati dai recenti accordi coll'imperatore e memori delle trascorse vicissitudini i consoli in carica declinavano con fermezza ogni invito (Uomini Illustri, 100); nello stesso aste nella convenzione stipulata tra il comune di Tortona ed il vescovo in merito alla terra di Dernice per la quale si ritiene vi fossero state in precedenza delle divergenze (Antichità di Tortona, 302); è teste pure in atto del 22 luglio 1183 ove i consoli cedono al vescovo Ugo di Tortona il fodro di alcune località ritenendo quello di altre (Carte Capitolari I, 122).


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Escudo de la familia: Nabelli

Blasòn de la familia

Di rosso alla fascia d'argento.
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