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Origine del cognome Navacita, provenienza: Italia

Titolo: Baroni - Conti - Nobili
Araldica della famiglia: Navacita
Corona nobiliare Navacita Diede principio alla questa nobile famiglia di Sicilia. Condisalvo fratello di Guttierre. Cavalieri Castigliani, originata nobilmente d'Alemagna, che vennero ambedue col Rè Martino militano, e dopo s'impiegarono a' serviggi del rè Alfonzo, da chi Guttiere fù eletto suo armigero, e nel 1421 ebbe il Castello, e Casale del Xiglio nel Ducato di Calabria vicino al Faro di Messina, con tutti i suoi Vassalli pertinenze e giurisdizioni col carico di suo grande almirante, nella medesma Provincia di Calabria altri onze 200. soura il Garagatore della Bruca nel 1423 i feudi Pancali, e di Ramasuli nel tenitorio Leontino, l'integra metà dell'introiti del... Continua
Lago pantano di Leontini, nonostante la pretensione d'Arnaldo di Villa comprò dell'Infante Giovanni la Baronia di Nondifè nel tenitorio d'Augusta per fiorini 600, e molt'altri territori ottenne. Successe a Guttierre il fratello Condisalvo, che fù signore dell'Isola della Pantelleria, e litigò per quella con Francesco Beluis, e del feudo della Marza nell'Isola di Malta, d'onde Guttierre ne'era sotto Castellano. Francesco Abela Vice Cancelliere della Sacra Religione di Malta nel suo libro intitolato la Malta Illustrata, ove descrive largamente di questa, ed altre famiglie c'hanno abitato, ed avuto carichi in quell'Isola. Dice egli, che non solamente Guttierre fiorì con fama di chiaro Capitano di Mare, mà anche Suero Navacita scorse i mari di Catalogna con alcune Galere nel 1467. Giovanni Navacita con quattro Galere fù lasciato da Bernardo di Villa marin Generale dell'armata Real alla difesa d'un forte cominciato nell'Isola dell'Egitto chiamato Casterloch. Alvaro Navacita Capitano di due Galee, fù messo con altri alla custodia della Costa di San Lucar nel 1475, e per suoi servigi ottenne del rè Giovanni ducento fiorini l'anno di moneta Siciliana soura la Tesoraria del Regno nel 1465, che poscia, gli furono assegnati dal Vicerè don Lopez Oximen de Urrea nel 1466 soura gl'introiti della Secrezia di Malta, e dopò nel 1472 soura quelli del feudo di Benverrat con l'ampliamento d'altri 50 fiorini, e libera amministrazione di detto feudo. Questi in vita del rè Giovanni prestò tre mila fiorini d'oro d'Aragona all'Infante don Ferdinando sotto la real fede, e per cautela una polizza sotto scritta di sua Maestà. Fù signore d'una galera di cui era Capitano Pietro d'Armenia al quale successe nelle ragioni di Benyarrar Lucretia sua moglie per non aver lasciato figliuoli.

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Stemma della famiglia: Navacita

Blasone della famiglia

Troncato; al primo d'oro all'aquila di nero coronata del campo; al secondo di rosso all'aquila d'oro, coronata dello stesso.
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