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Origen del apellido Negro, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili

Escudo y Blasòn de la familia Negro: D'argento a 3 gigli d'azzurro posti, 2, 1, al capo inchiavato di rosso.

Escudo y Blasòn de la familia Negro

Questa famiglia, sembra provenire da Portovenere: un Manfredo avrebbe per primo usato il cognome. Ebbe due figli Guglielmo e Giacomo, dai quali discesero tutti gli altri. Il canale (Nuove Istorie della Reppubblica di Genova, vol. I) dubita di questa origine e cita un Guido, testamento in una donazione (1080), Guglielmo e Baldissone che pagano terratico all'arcivescovo (1119) e decime (1146), Alberto e Giovanni, feudatarii nel patto dei feudi; Ansaldo e .... continua

Giovanni, annoverati tra i visconti nel pedaggio di Gavi (1236); egli arguisce che i Di Negro siano rami d'origine visconti insieme agli Embriaci, dei quali varii individui nel secolo XIII aggiusero il cognome Negro. In Genova i Di Negro formarono albergo che continuò a sussistere colla riforma del 1528; ebbero dimora a Banchi ove ancora, nel vicolo De Negri, sono visibili le loro case medioevali con torre mozza; nelle vicinanze sorgono pure la chiesa di S. Raffaele per loro gentilezza. Nel secolo XV altre famiglie (Salice, Della Croce, Ferexeti, Novelli, Retagliati, Panigarola, Mussi, Centola, Lucii) per ragioni commerciali adottarono lo stesso cognome formando un albergo distinto dal primo: dalla loro stanza presso la cattedrale si chiamarono i Dinegro "di S. Lorenzo". Dei Musso, un Opizo fu console del Comune (1120-21), un Balduino dei Placiti (1209-11), dei Croce un Ottobono fu console del comune (1208). L'unico ramno iscritto nell'El. Uff. Nob. proviene da Daniele I, della Croce (secolo XIV) attraverso Giovanni, Lorenzo, Giovanni, Lorenzo, Niccolò, Lorenzo, Luciano, Lucio, Lorenzo, Bartolomeo, Pietro, Visconte, Giovanni (ascritto Nobiltà genovese 20 maggio 1768), Carlo Niccolò fino a Domenica, patrizio genovese (m.), dottore in medicina e chirurgia, custode della casa di Mazzini, il quale, morto nel 1928, ha lasciato un a figlia. Non è escluso esistano altri rami fino ad ora non riconosciuti. I più degni nella storia politica e militare sono oltre ai suddetti: Guglielmo, console dei Placiti (1130, 36, 38, 40, 48, 51) , ed del Comune , Giovanni che imprestò somme al Re Barisone di Sardegna (1164), Ansaldo, console dei Placiti (1174); Oberto, console dei Placiti (1175, 80, 86, 89, 97) ed ambasciatore al Re del Marocco (1191); Ottone, console del Comune (1189); Guglielmo, console dei Placiti (1187, 99), del onsigliere, ambasciatore a Pisa (1218); Ansaldo, di Enrico, fu inviato al conte di Ventimiglia (1220) fu degli otto nobili del podestà, pacificò tumulti (1227), tra gi ambasciatori a Federico II (1231), a Ferdinando re di Siviglia (1249); Otto interviene quale teste in otto di investitura a Lanfranco di Carmandino, da Andrea, marchese di Massa (1228); Niccolò andò a prendere possesso di Ventimiglia (1222) e fu ambasciatore e Federico II (1238).
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