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Origine del cognome Noia, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Noia
Corona nobiliare Noia
Antica ed assai nobile famiglia dell'Italia Meridionale, conosciuta come Noia, Di Noia, Noya o Noha, la quale vuolsi di origine spagnola e giunta in Italia al seguito di un milite gentiluomo, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia e d'Europa. La famiglia, secondo quanto riportato dal genealogista Giovan Battista di Crollalanza, nella sua pregevole opera "Il Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti", pubblicata a Pisa nel 1886 in tre volumi, di oltre 1400 pagine, ha posseduto i feudi di Noha, Caballino, Villanova, Francavilla, il tenimento di Padula e quello di Crucis Aschi. Essa... Continua
ha avuto dimora principale in quattro città: Lecce, Nardò, Taranto e Matera, con altrettanti stemmi simili, color oro e azzurro, distinguibili solo per piccole differenze. Oltre al Gattini, anche gli altri cronisti locali ne parlano come una delle più nobili famiglie materane, che appare inoltre in molti atti notarili stipulati nella Città, a partire dal Quattrocento e per tutto il sedicesimo e diciassettesimo secolo. Alcuni membri di tal casato contrassero matrimonio con nobildonne materane, come Marcello che sposò una Gattini ed un Goffredo de Noia di Nardò, che andò a nozze con la nobile Licia di Eustachio de Nucio, di Matera. Goffredo, cittadino materano "esimio artium et medicine doctore", fu il primo fra gli eletti dei nobili nell'anno 1485. Aveva egli il Patronato della cappella di S. Caterina del Cimiterio, nella Cattedrale di Matera, per diritti pervenutigli dal matrimonio. Contemporanei di Goffredo furono Oliverio e Giacobello, che comprò un palazzo attiguo al palazzo Arcivescovile nel 1477, poi venduto alla famiglia Passarelli. Marcello, nel 1572, fondò il monastero dei Carmelitani, completato dai discendenti e da altri cittadini e poi nel 1598 fondò una cappella nel monastero di S. Agostino. Anche la statua di S. Apollonia nella chiesa di S. Agostino fu donata da un membro della stessa famiglia. L'ultimo citato dai cronisti locali è il sacerdote Francescantonio, che fu anche letterato, poeta e conoscitore di latino, greco ed ebraico e visse prima a Matera verso la fine del 1600, mentre in seguito si trasferì a Genova con il prestigioso incarico di Vicario Apostolico. Anche il Crollalanza riporta alcuni membri del casato Noia, come Raone, Vescovo di Lecce dal 1291 al 1300; Roberto, di lui fratello, che gli successe nell'episcopato che tenne fino al 1338; Gianfrancesco, che fondò l'ospedale degli esposti. Ranuccio, con Giovanni dell'Acaya, presidiò con 400 fanti il castello di Lecce in difesa di Maria d'Enguein contro il Re Ladislao che assediava a Taranto. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Stemma della famiglia: Noia

Stemma  della famiglia Noia (Lecce)

1 Blasone della famiglia Noia (Lecce)

Spaccato d'azzurro e d'oro.

Stemma  della famiglia Noia (Nardò)

2 Blasone della famiglia Noia (Nardò)

Spaccato; nel primo d'azzurro a due gigli d'oro, nel secondo d'oro pieno.

Stemma  della famiglia Noia (Taranto)

3 Blasone della famiglia Noia (Taranto)

Spaccato; nel primo d'oro, nel secondo d'azzurro, colla bordura scaccata d'argento e d nero.

Stemma  della famiglia Noia

4 Blasone della famiglia Noia

Spaccato d'oro e d'azzurro.

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