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Origine del cognome Oliva, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Patrizi

Stemma e Blasone della famiglia Oliva: Partito: nel primo troncato: a) di rosso al leone d'oro coronato del medesimo e linguato d'argento; b) d'argento a cinque fascetti di virgulti di verde e di rosso; nel secondo d'argento all'albero di olivo nodrito di nero.

Stemma e Blasone della famiglia Oliva

Famiglia assai antica e nobile originaria della Toscana propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Di questa casata nella bibliografia "Istoria Genealogica delle Famiglie Nobili, Toscane et Umbre" stampata in Firenze nel 1673 si legge: "Gasparo Geraldini Arcidiacono d'Anelia, Città antichissima nell'antico Toscana, e modernamente nell'Umbria, travagliò non poco per ritrovare l'origine a questa famiglia; ma intrigandosi nell'Armi credendo fare bene a questa Casa, disse che prima era .... continua

detta Oliva, con la quale opinione più tosto la baratrò, che nobilitò, senza fondamento alcuno, se non perche portasse nell'Arme rami verdeggianti d'Olivo. Ma secondo la nostra opinione diciamo, che questa famiglia discendesse da Fiorenza dalli Gherardini nobilissimi, e antichissimi di Fiorenza, che furono de' Grandi . Alcuni de' quali differenziarono l'Armi con portare un campoturchino, e in mezzo un Lione d'oro con quattro Croci d'Oro, alla quale arme fu poi aggiunto un Ramo verdeggiante con due Rose, in memoria di Papa Martino V quando fu in Fiorenza, che benedisse la Rosa nella Domenica Letare con donarla alla Signoria, e in quel giorno era proposto M.Iacopo di Taddeo Gherardini, il quale con gran sesta la portò attorno per Fiorenza, e perciò fecero il ramo con due Rose, chiamandosi Gherardini della Rosa, come si è provato di sopra parlando nell'Arme Gherardina. Si sevirono di questo campo li sopraddetti Gherardini con sarvì un ramo d'Oliva verdeggiante, e pure il suddetto Archidiacono trovò in Bologna, che un tal Geraldino d'Amelia scrivendo a Bologna per ritrovare alcuni di casa Geraldina. In detta Città, vi mandò anche l'Arme con la suddetta letttera, che era un Leone in campo turchino, che teneva un ramo d'Oliva con tre gigli d'oro. Si che l'Arme antica de' Giraldini d'Amelia era l'istessa, che quella, che portavano i Gherardini della Rosa, e che il ramo d'Oliva vi fosse aggiunta, con li Gigli, conforme portarono tutti i Cittadini Bolognesi; e che per non volere la guerra, nella quale stavano sempre i Gherardini, si ritirassero don Fiorenza con la pace, che aggiunsero all'Arme loro il ramo d'Oliva, simbolo della pace; e tale la portarono quei di Bologna, e quei della Terra di Cento. Onde per la cognizione dell'Arme, che portavono i Giraldini anticamente dell'Arme simile a questi di Fiorenza, come pure il cognome, sono argumenti foritissimi, che sieno i medesimi questi con quelli, e Legisti in antiquis la passono, portando l'arme, e il cognome simile. Anzi d'avvantaggio quello Collaolo, che è il medesimo, che fiorì nel 1150 come si vede nell'Albero de' Gherardini di Fiorenza, i quali tre fratelli si leggono nella rotta di Monte Aperti nel 1260 come in questo Archivio delle Reformagioni, che erono del Sesto di S.Pancrazio; vedendosi in tal sesto Gherardino figliuolo di Gianni, e cugino del detto Collaolo alla pace del Cardinale Latino nel 1280 come in dette Reformagioni"...

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