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Origine del cognome Pacetto, provenienza: Italia

Titolo: Baroni - Conti - Nobili - Patrizi

Stemma e Blasone della famiglia Pacetto: D'azzurro allo scaglione di rosso accompagnato in capo da tre stelle di 6 raggi d'oro male ordinate, ed in punta dal monte di tre cime all'italiana d'oro, ristretto, sostenente una colomba d'argento con la testa rivoltata e tenente nel becco un ramoscello d'olivo.

Stemma e Blasone della famiglia Pacetto

Trae origine questa cospicua ed illustre famiglia udinese, da un Enrico, figlio di Urbano, tedesco, detto anche Rigo de Urbanis de Allemania, ufficiale del luogotenente della Patria del Friuli Tomaso Lippomano e con esso probabilmente venuto a Udine nel 1486, al di lui ingresso in carica. Ebbe Enrico dalla moglie nobile Francesca Brunelleschi, fra gli altri, due figli maschi, Giovanni (dec. 1588), vicecollaterale della Patria, i figli del quale pure .... continua

si dissero de Urbanis, e Tommaso, notaio, cancelliere della comunità di Udine e dei luogotenenti veneti, la di cui moglie nobile Elisabetta Pacetto , trasmise a lui ed ai discendenti la sostanza e il nome di quella antica e illustre famiglia triestina, passata a Udine sul cadere del quattrocento, che con lei si spense. Altri autori invece, come il della Forza nella sua Cronaca delle famiglie udinesi del 1680 (Bibl. com., Udine), fanno derivare questa casata friulana direttamente da quella di Trieste, che, iscritta al patriziato cittadino, già nel secolo XIV aveva dato a quel libero comune, prelati, ambasciatori e giuristi. Secondo detta cronaca, Tommaso sarebbe nato dal nobile Giovanni, di Andrea Pacetto di Trieste, e dalla nobile Cisaria Ricchieri di Pordenone. Nel secolo XVIII la casa Pacetto si divise in due rami, entrambi ancora fiorenti. L'uno procedente dal conte Bernardino (n. 1748), si stabilì nell'impero austriaco, l'altro discendente dal conte Giuseppe Maria, di lui fratello, continuò ad abitare a Udine, dove la famiglia, aggregata il 20 aprile 1533, in persona di Tommaso, a quel nobile Consiglio, vi coperse in ogni tempo le primarie cariche. Numerosi membri di questa famiglia si distinsero nelle armi, negli uffici pubblici e nelle discipline legali. Tommaso, che, come abbiamo detto, fu iscritto fra i nobili di Udine, intervenne a Trento per il trattato fra la Serenissima e l'Impero (1530). Alessandro Pacetto, fu nominato commissario all'arrivo in Friuli di Maria d'Austria e di Enrico III di Francia, dal quale venne creato cavaliere (22 luglio 1577). Nicolò Pacetto ebbe molte cariche in patria ed in Levante nei possessi veneziani (1561). Carlo Maria Pacetto (n. 1611), provveditore ai confini e correttore dello statuto, fu investito il 19 luglio 1649 della giurisdizione di Colloredo di Prato, e decorato dalla Repubblica veneta del titolo di conte.
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