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Origine del cognome Paliotta, provenienza: Italia

Titolo: Baroni - Nobili
Araldica della famiglia: Paliotta
Corona nobiliare Paliotta
Guglielmone Paliotta, capostipite della famiglia, fu un gentiluomo Parmigiano, dove la sua famiglia con lo splendore di vera nobiltà fiorì, congiungendosi in parentela con le nobili famiglie Bansoli, Calcaferro, San Vitale, e Santafiore di detta città di Parma. Questi servì molti anni, militando, il Re Federico II, e per l'acquisto della Castellania di Mazzara, piantò ivi la sua famiglia. Ebbe per moglie la figlia di Nicolò di Lerida, gentiluomo di Mazzara, il cui figlio sopra gli introiti della R.C. nel 1347, i quali, dopo la sua morte senza figli, lasciò a Federico Paliotta, suo cugino, secondo figlio di Guglielmone. Procreò... Continua
Guglielmone, Giovanni, Federico, e Nicolò, due de' quali, essendosi casati nella città di Trapani, lasciarono nobile, e copiosa prole. Da Giovanni nacque Guglielmo, che nel 1394 fu Giurato della sua patria; e da Nicolò nacque, fra gli altri, Francesco, cavaliere assai spiritoso, il quale essendo giovinetto, fu mandato dalla città di Trapani Ambasciatore al Re Martino nel 1404. Nacque da Guglielmo, Giovanni il quale ebbe in ricompensa di servigi resi alla casa reale, onze 12 annuali: e insieme con suo padre Guglielmo andò Ambasciatore della sua patria al Re Ferdinando, nella elezione del Real dominio nel 1412. Il pre-narrato Francesco, procreò Guchio che si casò nella città di Sacca, e fu Giurato di quella città nel 1459, Francesco postumo che fu Prefetto della città di Trapani nel 1447, e nel 1450, e ebbe molti altri carichi. Procreò Giovanni, Antonio, e Guglielmo che riuscirono virtuosi gentiluomini. Antonio visse assai ricco, l'accenna una tassa fatta nell'anno 1487 dal Barone di Castelveterano, all'epoca Capitan d'Arme in detta città; egli andò Ambasciatore in nome della sua, da don Ferdinando d'Acugna, Vicerè di Sicilia nel 1488, e suo fratello Guglielmo abitò nella città di Mazzara. Nacque da Antonio, Guglielmo, che ebbe il titolo di regio cavaliere, e fece la sua stanza nella città di Marsala, dove fu Giurato nel 1516, e 1537. Ebbe per moglie Cecilia, figlia d'Antonio Tagliavia. Egli, essendo assai ricco, comprò il feudo dei Comitini nel 1532 da Bernardo Belguardo, e gli successe suo figlio Francesco, al quale il figlio Gasparo nel 1560, ed a costui don Guglielmo nel 1592, che fu anche Secreto d'Agrigento. Un Liborio il 20 novembre 1792 venne insignito del titolo di barone di Recurato.
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Stemma della famiglia: Paliotta

Blasone della famiglia

Spaccato; al 1
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