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Herkunft des Familiennamens Pallottai, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili - Conti - Baroni - Signori
Heraldik die Familie: Pallottai
Krone des Adels Pallottai Antichissima e nobilissima famiglia di Caldarola (Marche), che è originaria della Sicilia ma che, invece, il Galluppi vuole originaria di Roma e decorata del titolo di conte, trasferitasi i Messina, ove godette nobiltà in dal secolo XII al XVIII. Si ricorda un Roberto, vivente circa il 1100, valoroso capitano allorchè i Normanni reduci dalle crociate invasero la Sicilia. Gli attuali rappresentanti la famiglia riconoscono quale loro capostipite un Guglielmo Pallotta detto "Guglielmo da Messina", il quale, adolescente assistè alla investitura del regno delle due Sicilie data da Urbano IV nel 1262 a Carlo d'Angiò dopo che questi vinse lo sfortunato... Fortsetzung folgt

Manfredi "in cò del Ponte" presso Benevento. Da questo momento egli segue la fortuna degli Aragona e lo troviamo combattendo da valoroso a fianco di Ruggero di Lauria al Ponte di Brindisi: anzi è qui che Guglielmo arriva all'apogeo della gloria giacchè viste le sue truppe ripiegare sotto la cavalleria di Goffredo di Loinville, egli, con Pellegrino Patti, messosi al principio del Ponte tien testa all'oste nemica fino al sopraggiungere dell'ammiraglio Ruggero di Lauria e fa così vincere la battaglia. Per questo nel 1290 lo troviamo Maresciallo del regno della Sicilia; e per questo egli cambiò l'antico stemma nell'attuale, che è quello qui disegnato per primo. Passato Guglielmo a Napoli, nel 1291 sposò Margherita di Sangro, della principesca famiglia dei D'Aquino, e fu fatto barone di Brachello, signore di Castello Saracino e di altri feudi di Aversa, e quindi, dal re Federico, conte della Rocca. Ebbe parecchi discendenti, ma è da ricordare Pietro, primogenito che un secolo dopo, venduti i fondi suddetti, portò la sua dimora a Roma nel 1399, dove lo troviamo chiamato "Petrus de Urbe" per le sue preclare virtù. Il notissimo e prode capitano di ventura Nicolò Maurizi da Tolentino conte della Stacciola aveva avuto dalla Santa Sede il possesso del territorio e del castello di Caldarola; ma poichè egli trovavasi a Firenze Capitano Generale di quella repubblica, e perchè nel 1430 gli era morto Matteo, suo fratello, già podestà di Caldarola, delegò Iacopo Pallotta, condottiero ed ingegnere militare, suo congiunto e discendente in linea retta maschile dal sopracitato Pietro, a restaurare e reggere in sua vece il castello e la terra di Caldarola, dalla qual epoca rimase poi sempre in possesso della famiglia Pallotta. La massima fioritura di Caldarola, comunque, si ebbe nel pieno 500 ad opera della nobile famiglia Pallotta che la trasformò in una preziosa cittadina rinascimentale. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.


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Familien-Wappen: Pallottai

Blasonierung die Familie

D'azzurro al destrocherio armato uscente dal fianco destro dello scudo e impugnante un flagello d'armi al naturale di tre catene con pallottole, nell'atto di colpire, accompagnato in capo da una stella (6) d'oro, ed attraversato da una fascia di rosso cucita.
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