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Origine del cognome Pantico, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Conti
Araldica della famiglia: Pantico
Corona nobiliare Pantico
Assai antico ed illustre casato le cui prime, seppur frammentarie, notizie compaiono nel 1157, ovvero nel "Liber Iurium" I, 198 dell'Arch. di St. di Genova, dal momento che in un atto del 30 agosto Guido Guerra, conte di Ventimiglia, presta giuramento al comune di Genova ed in atto vi sono tra i testi degli Pantico e degli Antici. Guglielmo Pantico e suo cognato Gosberto della Torre, tutti e due di Castelnuovo Scr., il 16 ottobre 1188 vendono terreni al monastero di Rivalta (Cartari di Rivalta I, 181) e proprietà del primo confinano con beni dei quali il 15 aprile... Continua
1192 i coniugi Guilengo cedono ogni loro diritto ai canonici di Tortona (Carte Capit., I 147); lo stesso è teste in istrumento del 5 febbraio 1193 con cui Enrico Fassio di Castelnuovo vende terre al suddetto monastero (Cartari di Rivalta I, 181 e II, 96); Gugliemo e suo figlio Robaldo sono entrambi testi in atto del 17 maggio 1197 con cui i fratello Tedisio e Sigembaldo di bagnara ed englesio di Pontecurone aderiscono, sottomettendosi, a quanto disposto dal comune di Tortona in merito alle carrare di Copara (Chartarium, 69); a Robaldo A. e Palmerio Grassi il prevosto della Chiesa di Tortona, il 10 giugno 1214 accensa beni in Mezzano (Carte Capitolari I,314 e II, 396); detto Robaldo ed il fratello Giacomo nel gennaio 1217 vendono terreni al monastero di Rivalta con consenso di Imulda moglie di Gosberto A. dellla Torre di cui sopra e Adelasia moglie di Giacomo (Cartari di Rivalta I, 213, 249 e 251). Il 20 dicembre 1217 il podestà di Piacenza, Lanfranco di Pontecarale, ordina che si redigano gli atti relativi alla pace stipulata tra i piacentini, i pavesi, i milanesi, e gli alleati di quest'ultimi: tra i testi in atto è menzionato Alberto A. (Docum. di Pavia relat. a Voghera, 236). Ai consoli di Castelnuovo ed ai maggiorenti del luogo tra cui Giacomo e Scorza figlio di Robaldo A. il 16 febbraio 1221 il procuratore del legato imperiale per l'Italia Corrado vescovo di Metz e Spira, comunica loro di immettere, per decreto di Federico II emanato il 24 novembre 1220, il comune di Tortona nel possesso di Castelnuovo; agli stessi è pure intimato di recarsi a Tortona per prestare l'obbedienza dovuta entro il termine prescritto (Docum. tortonesi relat. a Voghera I, 227 e , 153). Altro ramo. Illustrissimo casato, detto Antici o Pantico, già Antiqui, ex Antiquiis, originario di Recanati, nella Marca di Ancona, ma probabilmente di origini romane, il quale compare nella cronaca della città fin da epoche lontanissime. Si hanno notizie certe prima dell'anno 1000 di Angeluccio, Prospero, Rinalduccio e Spedaliero A. La famiglia già nel XII secolo aveva raggiunto una certa notorietà nelle magistrature della città. Nella V crociata, Rinaldo A. fu comandante in capo dei Crociati piceni e in Palestina ricoprì la carica di "Vicario Imperiale per Nazareth", conferitagli dall'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II. Lo stesso Federico II concesse ai figli di Rinaldo il Titolo di Conte Palatino, con concessione di trasmettere il titolo a tutti i futuri figli maschi. Il primogenito Stefano era già stato creato nel 1249 "Conte Di Castel San Pietro", nella Marca di Ancona. Le ramificazioni della famiglia furono essenzialmente due: un ramo di Recanati ed un ramo di Ancona. Il ramo di Ancona fu originato da Simone, di Rinaldo A. Il 18 dicembre 1468, l'Imperatore del Sacro Romano Impero Federico III di passaggio ad Ancona, diretto prima a Loreto poi a Roma, fu ospite di Francesco, di Giovanni, di Biagio A. In quella occasione, l'Imperatore confermò, ai fratelli Girolamo, Angelo e Francesco A. ed a
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Stemma della famiglia: Pantico

Blasone della famiglia

D'azzurro, alla banda (o cotissa) d'oro accostata da quattro stelle di sei raggi dello stesso.
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