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Origine del cognome Pantono, provenienza: Italia

Titolo: Conti - Marchesi
Araldica della famiglia: Pantono
Corona nobiliare Pantono
Il barone Antonio Manno nel compilare la genealogia dei Cantoni di Sale li dice "oriundi da Pavia": effettivamente il primo documento reperito sul casato si riferisce ad una causa sentenziata dai consoli di Pavia il 10 aprile 1148 tra i Merelli ed i Del Borgo per proprietà contestate in Parpanese; tra i testi dell'atto è menzionato Syrus de Cantono (Doc. di Pavia relat. a Voghera, 28). Sono tuttavia presenti in numerose altre contrade, come ora vedremo, ove fondarono altrettanti nuclei famigliari ovunque stimati e preminenti. Nel 1181 Giovanni de Cantono abitante nelle vicinanze di "Toirago de Lucunaxe" appare nell'elenco dei... Continua

contribuenti il fodro ed il giogatico nell'Oltrepò pavese ed in Lomellina (id., 58) a Tortona Aimerico de Cantono è teste in atto del 3 luglio 1223 con cui i conti di Sparvara e di Langosco deferiscono al podestà di Tortona e ad Andreotto Barbavara le loro vertenze col comune tortonese per una risoluzione arbitrale (Chartarium, 162); ad Alessandria il consigliere Rainero de Cantono partecipa alla seduta del 14 maggio 1227 con cui il podestà e Consiglio eleggono gli arbitri da inviare a Milano per conoscere e comporre le divergenze insorte tra Asti e Genova (Cartario Alessandrino, III, 125); (Doc. sulle relaz. tra Alba e Genova, I, 31); il 9 maggio 1236, presente Rubaldo Cantone, il Consiglio alessandrino stipula un trattato di alleanza con i comuni di Cuneo e Savigliano (Annali di Allessandria, I, 207. A Genova i C. sono annoverati trra le famiglie che nei sec. XIII e seguenti ottennero dal Consiglio degli Anziani facoltà di commerci in città e nel territorio della Repubblica "Orig. local. e cognomi della Repubblica Genovese, 249) ed a Vercelli il notaio Giovanni dC. il 18 giugno 1252 autentica copia dell'atto con cui il 26 ottobre 1185 Guglielmo, Guido e Ottone Vecchio vendono beni in Pezzana ai canonici di S. Maria (Carte Capit., II, 171); in Tortona sono investiti di alte magistrature sin dal 1281 ove Simone dC., giudice ed assessore del podestà tortonese, l'8 febbraio immette il monastero di S. Eufemia nel possesso dei beni di Egidio Zanchino di Castelnuovo (Carte Capit., 300) ed il 26 aprile dello stesso anno dispone per l'estimo dei beni degli eredi di Guglielmo Villani in misura sufficiente ad estinguere un debito di questi verssso contestato di una vigna in territorio di Romagnano (id.


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Stemma della famiglia: Pantono

Blasone della famiglia

Semipartito e troncato: il primo di rosso, il secondo di verde, il terzo di porpora, al triangolo d'argento.
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