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Herkunft des Familiennamens Pascucci Pepi, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Baroni
Heraldik die Familie: Pascucci Pepi
Krone des Adels Pascucci Pepi
Famiglia Toscana, di antica e nobile tradizione, che trae le sue origini dalle casate Pascucci e Pepi. La cognominizzazione Pascucci, detta anche Pasqucci, è anteriore al XV secolo e dovrebbe derivare da un sopranome del capostipite nato nel periodo pasquale. Questa famiglia, originaria del Lazio e propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia, annovera vari personaggi illustri tra i quali ricordiamo un Orazio, vissuto nel XVII secolo, che fu un sacerdote e teologo molto apprezzato, ha un elogio nel tempio del Cardinale Cinthio Aldobrandini; un Giovanni Pietro, fiorito nel medesimo periodo, fu retorico e scrittore; un Monsignor... Fortsetzung folgt
Carmine Tommaso fu stimato storico, canonista e vescovo di Frigerio; un Luigi Pacifico, professore universitario e scrittore nato nel 1774; un Cesare, professore di canto, organo e composizione direttore orchestra e pianista nei balli della Real Corte nacque a Roma il 29 febbraio del 1841; un Monsignor Carmelo, Cameriere d'Onore in Abito Paonazzo presso la Santa Sede nel 1869. Della nobile famiglia Pepi, detta anche Pipi, ne scrivono vari autori, lo storico Mugnos riporta: "Vuolsi questa nobile ed antica famiglia tragga origine dalla Normandia. Il primo di essa è un Guglielmo valoroso cav. della città di Forlì; e per aver posto nel suo scudo dei pepi rossi, fu cognominato Pepi, dinotante che bruciava per la gloria militare. Ne venne una serie d'illustri e valorosi personaggi che si sparsero in varie città d'Italia e precisamente in Napoli. Fu portata in Sicilia per un cavaliere Damiano Pepi, padre di Tancredi ed Antonino a' servigi di rè Federico I, ottenendone varii compensi. L'Antonino fu creato cav. e cameriere della regina Bianca ed il Tancredi il territorio di Stallaini nel Notino si ebbe, perlochè si stabilì in Noto, indi eletto luogotenente del castello di Licata 1409. Fiorirono inoltre: un Marcello barone di Stallaini e Bonfala, la di cui linea ebbe a continuare sino all'epoca del citato scrittore, ed un Giovanni alfiere di gran valore nella Fiandra in servizio di Ferdinando il Cattolico". Lo storico Palazzolo Gravina scrive di questa casata: "Un Guglielmo possedette il feudo Stellaini, che fu poi posseduto da un Mazzullo, quello stesso forse che nel 1459 possedette Bonfalà; un Giorgio fu investito di Bonfalà a 5 ottobre 1479, insieme con la sorella Bartolomea e, poscia da solo, a 20 agosto 1502, dopo la morte di costei; un Rinaldo fu investito di Stellaini a 27 luglio 1481; un Pietro, dottore in leggi, fu barone di Bonfalà e di Stellaino per investitura del 23 gennaro 1487 e 21 marzo 1514; un Antonio, barone di Bonfalà, fu giurato di Noto nel 1556; un Giovanni fu barone di metà di Misilini nel 1611; una Francesca Pipi e Ayello, con privilegio del 22 dicembre 1682, ottenne la concessione dei titoli di Don e di barone di Montegrifone".
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Familien-Wappen: Pascucci Pepi

Blasonierung die Familie

D'oro ai 3 grani di pepe di rosso fogliati di verde posti 2 e 1. Corona di Barone.
Pipi o Pepi di Sicilia, si trovano anche le variazioni cognominali Lepe e Pepe. Citato in "Nobiliario di Sicilia" di Antonio Mango di Casalgerardo (Palermo, A. Reber, 1912) e in "Blasone In Sicilia ossia Raccolta Araldica" V. Palizzolo Gravina, Palermo 1871-75, p. 302.
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