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Herkunft des Familiennamens Patern, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Conti - Marchesi - Principi
Heraldik die Familie: Patern
Krone des Adels Patern
Alcuni autori credono che la famiglia Paternò discenda dagli antichi signori di Embrun e che sia stata portata in Sicilia da un Roberto ai tempi del conte Ruggero; altri vuole che discenda da una famiglia consolare romana, già in Sicilia nel 233 dopo Cristo; altri ancora sostiene che si riannodi direttamene con la casa reale di Aragona, che abbia avuto a capostipite l'infante Pietro d'Aragona, signore di Ayerbe (figlio di Giacomo il Conquistatore, re d'Aragona, ecc. e di donna Teresa di Vidaure) e che sia stata portata in Sicilia, verso la metà del secolo XIV, da un Giovanni (che si... Fortsetzung folgt

vuole figlio di Michele, signore di Paternoy, figlio di Pietro predetto), il quale fu barone di Burgio, Murgo, ecc.; altri ancora sostiene che sia stata portata in Sicilia da un Ximenes (o Simone) nel 1282. Senza entrare in discussione sulle diverse teorie, diciamo che la famiglia Paternò è sicuramente una delle più antiche ed illustri di Sicilia, dove ha goduto nobiltà specialmente nelle città di Catania e di Palermo e ha posseduto i principati di Biscari, di Sperlinaga, le ducee di Cercaci, di Furnari, di Palazzo, di Paternò; i marchesati di Capizzi, di S. Giuliano, di Manchi, di Sessa, di Toscano; le barone di S. Alessi, Aragona, Cuba e Sparacogna, Alzacuda, Baglia e dogana di Milazzo, Baldi, Belmonte, Bicocca, Bidani, Biscari, Burgio, Capizzi, Castania, Cuchara, Cugno, Donnafugata, Gallitano, Gatta, Granieri, Intorella, Imbaccari e Mirabella. Manchi di Bilici, Manganelli di Catania, Marianopoli, Mirabella, Motta Camastra, Murgo, officio di maestro notaro della Corte Capitaniale di Catania, Oxina, Placabaiana, Poiura, Porta di Randazzo, Pollicarini, Raddusa e Destro, Ramione, Salsetta, S. Giuliano, Scala, Sciortavilla, Solazzi, Spedalotto, Terza parte della dogana di Catania, Toscano e Mandrile, ecc. E' impossibile, per l'economia del lavoro, dire distintamente dei vari rami di questa famiglia e dei moltissimi individui che li illustrarono (tutti i rami riconoscono a capostipite un Giovanni, barone di Burgio, Murgo, ecc., sotto i Martini); citeremo soltanto alcuni di essi. Un Roberto si dice sia stato signore di Buccheri (1124); un Costantino , figlio del precedente, conte di Butera e di Martana (1168); un Giovanni Gualtiero, damicello di re Pietro II e segretario di re Ludo2, ottenne concessione del feudo Cuchara, fu vicario generale in Siracusa (13939, con privilegio del 22 novembre 1393 e 15 marzo 1395 ottenne il feudo Burgio e Maucino ottenne la baronia di Murgo e del caricatore di Agnone, sposò Sibilla Spatafora e fu il capostipite di tutti i rami della famiglia Paternò; un Nicol, figlio del precedente, fu secreto e maestro procuratore di Catania nel 1397 e 1409, comprò il 26 febbraio 1399 parte della Foresta della Porta di Randazzo, della quale ebbe conferma il figlio Benedetto il 18 febbraio 1407; un Gualtiero, figlio di Giovanni, fu dottore in legge, giudice della Gran Corte, consigliere regio (1409).


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Familien-Wappen: Patern

Blasonierung die Familie

D'oro, a quattro pali di rosso, colla banda d'azzurro attraversante sul tutto. Corona di principe e mantello di velluto scarlatto frangiato d'oro.
Paternò di Sicilia insigniti dei titoli di marchesi del Toscano, principi di Sperlinga Manganelli e baroni di Donnafugata. Citato in "Blasone In Sicilia ossia Raccolta Araldica" V. Palizzolo Gravina, Palermo 1871-75, p. 299-300.
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