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Herkunft des Familiennamens Pati, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili - Baroni
Heraldik die Familie: Pati
Krone des Adels Pati
Antica ed assai nobile famiglia di origine greca, detta Patti, de Patti o, nelle sue più recenti diramazioni, Pati, le cui prime memorie certe si hanno con un Anfusio, cavaliere greco e Signore del castello di Sterope, all'epoca della dominazione bizantina. Nell'anno 892 il castello venne assediato dai saraceni, i quali stipularono condizioni di resa con Anfusio, ma i patti non vennero mantenuti: egli venne assalito, ma si rivalse sul figlio del comandante saraceno Vindecair, da lui tenuto in ostaggio, uccidendolo, ma a sua volta venne trucidato dai saraceni. Questo tragico avvenimento diede il nome al casato e alla città... Fortsetzung folgt
di Patti, edificata dai saraceni. La casata ha possedduto numerosi feudi, tra cui: Foresta di S. Giorgio, Linguaglossa, Massaria di Patti ossia Critti, Placabaiana, Scaletta, le gabelle di Traina, S. Lucia di Randazzo, S. Giorgio, Grassetta. Essa, inoltre, si è distinta grazie ai pregevoli personaggi, a cui ha dato i natali. Ricordiamo: Ansaldo, figlio d'Anfusio, membro della commissione che assicurò al conte Ruggero l'esibito acquisto dell'isola di Sicilia; Peregrino, messinese, vice maestro giustiziere e protonotaro del Regno sotto re Federico II; Nicolò, capitano della terra di Scaletta e dei casali di Attilia e Guidomandri sotto i Martini; Matteo, giurato di Caltagirone nel 1363; Tommaso, capitano di Salemi nel 1413; Gian Matteo, senatore di Messina negli anni 1414-15; Giulio, senatore di detta città nel 1416-17; e tale carica tennero un Antonio negli anni 1429-30, 1440-41; un Pellegrino nel 1439-40; un Biagio negli anni 1510-11, 1520-21, 1529-30, 1532-33; un Matteo nel 1522-23; un Bartolomeo nel 1558-59, 1564-65; un Andrea nel 1573-74; un Onofrio nel 1576-77; Giovan Domenico, giudice straticoziale di Messina nel 1576-77 e giudice delle appellazioni della detta città nel 1586-87; Domizio, giudice straticoziale di Messina negli anni 1592-93, 1605-6, 1609-10, giudice della Gran Corte Civile nel 1600-601, di quella criminale nel 1612-13 e giudice del Concistoro nel 1607-8; Girolamo, Ansaldo e Bartolomeo, barone di Linguaglossa, iscritti nella mastra nobile del Mollica; Stefano, senatore di Messina nel 1599-600; Cesare, console nobile dell’arte della seta della città di Messina nel 1695-96; Sebastiano, giurato nobile di Naro nel 1775-76; Tommaso Ansaldo, barone di Cartolaro, console nobile del Mare di Messina nel 1794-95; Giuseppe Maria, figlio del barone Tommaso, iscritto nella mastra nobile della città di Messina del 1798-1807. Non molte famiglie, anche fra le più antiche, possono vantare una nobiltà di origine così pregevole, della quale i discendenti, a buon diritto, potranno vantarsi.
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Familien-Wappen: Pati

Familien-Wappen Patti, Patti d'Alcamo, Patti di Piraino, Pattis, Pati

1 Blasonierung die Familie Patti, Patti d'Alcamo, Patti di Piraino, Pattis, Pati

Troncato di rosso e d'oro, ad una sbarra d'azzurro attraversante sulla partizione. Corona di barone.

Citato in "Nobiliario di Sicilia di Antonio Mango di Casalgerardo, 1915-1970" .

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