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Herkunft des Familiennamens Picinardo, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili
Heraldik die Familie: Picinardo
Krone des Adels Picinardo
Gli avvenimenti cronologici di questa famiglia presente tra il 1100 ed il 1300 sia a Tortona che a Pavia, s'inquadrano nei due secoli che più intensamente danno risalto all'epoca dei Comuni: col sorgere di questa il casato sale a notorietà indi con essa si spegne dopo un periodo di lotte spietate, implacabili, cruente... talvolta gloriose, ma sempre tragicamente funeste per le mai sopite rivalità tra comune e comune, rivalità intese ad assicurare con ogni mezzo soggezione o quanto meno predominio dell'uno sull'altro. Il buon esito di alcuni decenni di autonomia comunale indussero i tortonesi a sottrarsi definitivamente all'autorità imperiale ed... Fortsetzung folgt
allearsi ai milanesi tenaci avversari dei re germanici e dei pavesi la città dei quali era stata da quelli eletta loro sede palatina in terra italica. Le casate più illustri e potenti del tortonese, tra cui i P., costituirono nel 1122 il "Comune Signorile di Tortona" consolidando l'ordinamento delle magistrature e relativi poteri giurisdizionale, da ciò l'attributo onorifico di "De Civitate Terdona" ai membri di dette casate. Le Carte Capitolari ci informano che terreni di Amico da P. confinavano con beni che nell'aprile 1124 i figli di Lanfranco Visdomini accensano in Tortona a nome del monastero di S. Marziano ad Allegro Busseti. Nel 1127 Amico è eletto al seggio consolare ed il 5 giugno acquista a nome del Comune la corte di Alzano e relative pertinenze dall'abate di S. Genuario di Lucedio come rilevasi da istrumento rogato in Vercelli presente il vescovo Anselmo; in seguito Alzano fu venduta dai consoli alla Chiesa di Tortona; console per la seconda volta, Amico e colleghi il 26 marzo 1132 investono Oberto Scopelli ed Anselmo Bussinello di un manso nella Frascheta; un altro Amico da P., omonimo del precedente e suddiacono della Chiesa tortonese, è teste in atto del 19 maggio 1137 col quale i consoli della città fanno una donazione al monastero di S. Siro in Genova; non si esclude tuttavia che il console ed il suddiacono possano essere un'unica persona che, stanca o disillusa della vita pubblica, abbia scelto quella religiosa. Altro console della famiglia è Ambrogio che coi colleghi il 25 settembre 1174 sentenzia in merito ad una lite tra Vernardo Guidobono e Robaldo Malvino per l'accesso ad una vigna di quest'ultiolleghi alla convenzione stipulata tra il comune di Tortona ed il vescovo Ugo in merito alla terra di Dernice per la quale si ritiene vi fossero state in precedenza delle divergenze ed appare pure in atto del 22 luglio 1183 ove consoli di Tortona cedono a detto vescovo il fodro di alcune località, ritenendone di altre; in una controversia per terreni tra il monastero di Rivalta e Gianardo Rovedi è teste in atto del 3 aprile 1188 detto Ambrogio.
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Familien-Wappen: Picinardo

Blasonierung die Familie

Di rosso al castello di tre torri d'argento.
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