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Origen del apellido Pigino, país de origen: Italia

Nobleza: Patrizi - Signori
Heráldica de la familia: Pigino
Corona de la nobleza Pigino
In Val Borbera l'antico abitato di Figino, poco distante da Albera, era protetto nel XII sec. da un castello detto "Belforte", che non ha nulla in comune con l'omonima località di Val d'Orba, ed i cui castellani denominati dapprima "di Belforte" abbandonarono tale designazione per assumere quella della signoria ossia "di Figino". Si ha menzione di un Uberto di Figino teste in atto del 30 agosto 1122 con cui il vescovo di Tortona cede ai consoli del Comune il Monte degli Arimanni Serravalle) con relativo castello (Chartarium, 6), e di un Alberto anch'esso teste in istrumento del 22 febbraio 1183... Continuará

relativo a vendita di terreni in Godio al monastero di Rivalta. Con la mediazione dei marchesei di Parodi e di Gavi vari castellani, tra cui quelli di Belforte, il 25 maggio 1192 si sottomettono ai consoli di T. promettendo di ivi fissarvi dimora. I F. possedevano anche Volpeglino e Rosano, il primo ceduto ai Guidobono il 6 aprile 1183 ed oggetto di contestazioni tra i contraenti: il lodo arbitrale dell'11 aprile e 15 maggio 1204 impose ai fratelli Murrus, Baiamonte, Gandinus, Marabotto, Gerardo, Opizzo tutti figli del fu Baiamonte di investire regolarmente gli acquirenti che rinocoscono i F. come loro feudatari; detti fratelli il 12 maggio avevano permutato terreni in Val Borbera con il monastero di Rivalta che ospitava un loro fratello, fra Rogerio. Il padre di fra Rogerio, Baiamonte, castellano pure di Carrega, il 14 luglio 1197 aveva donato al monastero di Rivalta tanta terra in regione Magioncalda, sempre in Val Borbera, quanta potevano lavorarla due paia di buoi in un anno. Tememdo l'avverarsi di ostilità con i Malaspina, potenti feudatari in Val Borbera, il podestà di Tortona ritenne opportuno indurre l'1 agosto 1210 Bernardo e Rufino signori di Belforte e di altri castelli e giurargli fedeltà; tra gli uomini che si sottomisero il 29 agosto 1210 al comune di Tortona è menzionato Giovanni di F. (id., 58). Uberto nel 1221 è eletto al seggio consolare di Tortona anno in cui nel marzo si scoprì una congiura di nobili intesa a sovvertire il governo della città; i consoli emanarono un decreto che li privava di ogni diritto di cittadinanza costringendoli a riparare nei loro castelli; in Sale il notaio Guido de F. il 3 aprile 1232 redige il testamento di Giovanni Calca3 dal senatore Agostino Guidobono, sono inclusi i F. Ulteriori segnalazioni menzionano un Decio monaco nel 1378 presso il monastero di S. Domenico in Tortona a Porta Dorata e un Gaspare ospite del convento dei S. S. Maria e Simone dell'Ordine Agostiniano nel 1465, ma si ritiene che i diretti discendenti delle linee signorili e consolari si siano estinti nel XIV sec.


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Escudo de la familia: Pigino

Blasòn de la familia

D'azzurro al destrocherio di carnagione vestito di rosso tenente un ramo fiorito di tre rose di rosso, sormontato da una stella d'argento.
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