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Origine del cognome Pinello, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Conti - Baroni - Marchesi - Duchi - Principi
Araldica della famiglia: Pinello
Corona nobiliare Pinello
Illustre famiglia sarda, con residenza in Sassari, di chiara ed antica nobiltà, detta Spinella o Spinello, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Le prime vestigia, lasciate dal casato, rimontano al secolo XV; i membri di tal famiglia, infatti, mercanti da generazioni, nel 1446, ottennero il riconoscimento della generosità, in persona di un Andrea. Altro ramo. Assai antica ed illustre famiglia napoletana, detta Spinelli o Spinello, la quale godette di nobiltà nel Seggio di Nido e che risulta ascritta, in tutti i suoi rami, al Libro d'Oro napoletano. Feudataria dall'epoca normanna, decorata dei più illustri Ordini Cavallereschi, quali... Continua
il Toson d'Oro, il Reale Ordine di S. Gennaro e la Gran Croce di S. Ferdinando e del Merito, ebbe uno dei sette Grandi Uffici del Regno. Le prime memorie di essa risalgono al 1094, epoca nella quale il Pontefice Urbano II ricompensa Ugone S., che erasi portato in Terra Santa a combattere per la Fede, unitamente ai suoi figliuoli Filippo e Giacomo. L'Aldimari riporta, pure, Adinolfo, vivente al tempo dell'imperatore Federico II, nipote di Tommaso, conte dell'Acerra. Vivevano, fin dai tempi della dominazione normanna, due famiglie di questo cognome entrambe feudatarie: quella vivente in Napoli era detta anche "di Somma", per aver feudi presso la terra di Somma al Monte Vesuvio; e, forse, per distinguersi dall'altra che, al cognome attuale, aggiungeva "di Giovinazzo", città della sua residenza. Alla famiglia di Giovinazzo, estinta, fin dal 1680, appartenne quel celebre Matteo, scrittore degli Annali, scritti in dialetto pugliese, che nel 1254, anno in cui li scrisse, si dice avesse 23 anni, Annali che la odierna critica storica crede di dubbia autenticità. Ed appartenne pure Nicola gran cancelliere del Regno, conte di Gioia e consigliere della regina Giovanna I. L'Aldimari, nella sua storia, dice che non ebbero alcuna attinenza con gli S. di Napoli. In ogni modo, tal nobile famiglia, la quale, come detto, risulta iscritta, in tutti i suoi rami, nel Libro d'Oro napoletano, risulta fregiata dei seguenti titoli: barone di San Giorgio e di Buonalbergo; conte di Acerra (1895), Bianco, Bovalino, Cariati, S. Cristina, Gioia (famiglia S. di Giovinazzo), Quaranta, Scala , Seminara; marchese di Altavilla, Cirò (1585), Buonalbergo (1623), Fuscaldo (1565), Laino (1895), Mesuraca (1523, per successione casa Caracciolo), Romagnano, S.R.I. (1623), Ursonovo, Vico (1598 - per successione casa Caracciolo); duca di Aquaro (1598), Caivano, Castelluccio, Castrovillari (1526), Laurino (1704), Marianella (1854), Seminara; principe di Cariati (1579), Montacuto, Oliveto (1614), Scalea (1556), S. Arcangelo, S. Giorgio la Montagna (1677), Tarsia (1642). Oltre che a Napoli, questa famiglia godette nobiltà in Firenze, dove ebbe cinque gonfalonieri e molti priori; in Siena, in Pistoia, in Benevento in Lucera ed in Messina, ove un ramo degli S. di Scalea, da Napoli si stabilì in Piazza Armerina. Fu ricevuta, per giustizia, nel Sovrano Ordine di Malta, fin dal 1474, con Giacomo S. del Priorato di Capua. Carlo fu generale delle galere e balì di Armenia, il 17 febbraio 1668; questi tenne pure l'ufficiale di cameriere maggiore del gran maestro e fu inviato ambasciatore al viceré di Sicilia; ed ebbe, in seguito. l'istesso ufficio presso il viceré di Napoli. Vincenzo, dei marchesi di Fucaldo, fu capitano di galera il 26 maggio 1651. I cognomi di cotal risonanza, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.

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Stemma della famiglia: Pinello

Blasone della famiglia

D'oro alla fascia di rosso (o d'azzurro) caricata di tre stelle d'argento.
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