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Origem do sobrenome Possio, país de origem: Italia

Nobreza: Conti
Heráldica da família: Possio
Coroa de nobreza Possio
Urgnese presso Cavasso Carnico fu la culla di questa famiglia, la cui genealogia prende le mosse da un Candido, figlio di un Domenico Zoppo, che viveva nella seconda metà del secolo XIV insieme col figlio Valentino in quel piccolo villaggio friulano e si trasferì in seguito a Spilimbergo. Fino dalle prime notizie i Possio appaiono gente industriosa, intelligente e dedita ai commerci, a mezzo dei quali radunarono una ingente facoltà, che permise loro di aspirare alla nobiltà. Infatti Domenico figlio di detto Valentino sposò nel 1433 Bartolomea dei signori di Zegliacco. Spentasi con Boemo di Zegliacco (dec. 1477) quell'antica famiglia,... Continua

Domenico acquistava jure agnationis il castello ed i feudi di Zegliacco con giurisdizione e voto in Parlamento. Alcuni anni prima (1461) lo stesso Domenico ch'era divenuto banchiere del conte di Gorizia, aveva acquistato da lui i beni feudali di Lestans, Clauzetto, Castelnuovo e Visinale, nel 1468 la "cortina" di Codroipo, e nel 1476, la gastaldia di detta borgata con dominio, giurisdizione, mero e misto imperio, con diritto di sangue, ecc. Successivamente acquistarono il feudo di Mazarolis, che comprendeva anche il villaggio di Sella. Fino dal 1521, 21 gennaio ser Giovanni era stato ascritto alla nobiltà udinese e nel 1648 i fratelli Andrea e Daniele, dai quali le due diverse linee della famiglia, infeudando le loro case in Codroipo e pagando 6000 ducati, ottennero dalla Repubblica Veneta l'erezione in Contea dei feudi di Codroipo e Sella (ducale 4 gennaio 1648). Degni di nota sono i 4 fratelli: Tommaso, Antonio, Daniele e Giov. Battista, figli del conte Pier Girolamo, vissuti sullo scorcio del secolo XVIII, che, forniti di vivace ingegno e di non comune coltura, occuparono le più alte cariche pubbliche, e coltivarono con successo la poesia e la musica. Il co. Valentino seguì diciassettenne Garibaldi nella leggendaria impresa di Marsala e il co. Alberto, tenente negli alpini, e ufficiale di ordinanza del generale Albertone, diede ad Adua la vita alla Patria, meritandosi la medaglia d'argento al valore militare. Ebbero conferma di nobiltà dal Governo austriaco con decreto della Corte Feudale del 1854.


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Escudo da família: Possio

Brasão da família

Inquartato: al primo e quarto d'argento al licorno di rosso; al secondo fasciato di rosso e d'argento di 4 pezzi; al terzo di rosso al decusse di argento.
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