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Origen del apellido Potti, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili
Heráldica de la familia: Potti
Corona de la nobleza Potti Antica famiglia di Bedonia, che trovasi in tal territorio a partire dal XIII secolo, dapprima a Casalazoni, nel 1229, poi a Montarsiccio, dal 1374, ad Illica dal 1375, a Revoleto e a Volpara dal 1491 ed a Tarsognom dal 1593. Dai Regesti Landi, si rinviene che il capostipite potrebbe essere stato quel Bocto di Casalazono, teste in rogito del 1229, per terre date infitto da Guglielmo de Andito. Nel 1290, infatti, un suo discendente si chiamava Oberto di Casalazono, detto Boto, il quale "ufficializzò" tal cognominizzazione. Nel 1374, Verede di Boto si scorge tra i confinanti di terreni a... ContinuaráMontarsiccio dati in fitto; nel 1375 Obertello, figlio di Boto, di Elecha, Illica, possedeva terre a Masanti e dal 1477 in poi i Botti sono documentati in Valceno ed in particolare a Revoleto. Al Giuramento a Pompeo Landi del 1491, erano presenti cinque capifamiglia Bottus a Revoleto e sei a Volpara. Diversi membri della famiglia Botti hanno avuto, nel seicento e nel settecento, cariche di responsabili di villaggio per la Magnifica Comunità di Compiano. Tra i personaggi di maggior spicco, non possiamo tacere: quel Federico Botti, del fu Luca, che possedeva al Serpaglio, luogo detto la Costa dei Serpagli; Agostino Botti (Compiano 1769-post 1821), Capitano delle milizie borboniche. Nel 1802 fu Colonnello in servizio per la Francia e partecipò alla campagna d'Italia (1805-1806). Dopo altre guerre e dopo aver fatto parte del Battaglione Cacciatori di Napoleone all'isola d'Elba nel 1815, divenne Capitano del Reggimento Maria Luigia, andando in pensione nel 1821. Altro ramo. Nobile famiglia cremonese, detta Botti o Botta, che contò tra i suoi membri decurioni e personalità illustri, come Leonardo (1431-1513), consigliere degli Sforza ed ambasciatore ducale presso i Veneziani. La famiglia alzò per arma. D'azzurro con una fascia scaccata di argento e di rosso e tre stelle d'oro a otto raggi; al capo è caricato di un'aquila nera coronata. Famiglia veneta, di chiara ed antica virtù, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Tal cognominizzazione, anteriore al XVI secolo, dovrebbe derivare dal nome medioevale "Bottus", originatosi, a sua volta, sul personale germanico "Boto", o "Botgis". Il commendator G.B. di Crollalanza riporta la blasonatura di questa famiglia, nei volumi del suo "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane". La famiglia alzò per arma. Spaccato d'azzurro e d'oro, il primo caricato di una crocetta patente del secondo. Altro ramo. Famiglia, di antica e nobile tradizione, originaria della Liguria, la quale alzò per arma. Di rosso al leone d'oro tenente colle zampe anteriori un martello di nero. Altro ramo. Famiglia fiorentina, di antica nobiltà, alla quale appartenne quel Francesco (1640-1711), di Giacinto, allievo del maestro Simone Pignoni, il quale divenne pittore famoso. Altro ramo. Famiglia pisana assai antica ed illustre. Appartenne a questo ramo il pittore Guglielmo che nel giugno 1865 fu mandato dal ministero dei lavori pubblici a a fare un viaggio artistico nelle principali fabbriche e studi di pittura a vetro di Francia, Belgio e Germania. Il ministro degli affari esteri lo munì di credenziale ai rappresentanti del regno italiano, a ciò col loro mezzo potesse esser introdotto in detti stabilimenti e far conoscenza degli artisti primari in questo genere. Tra i suoi lavori più famosi vi sono i dipinti delle vetrate del duomo di Perugia ed il restauro di due antiche vetrate dipinte della cattedrale di Grosseto.
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Escudo de la familia: Potti

Blasòn de la familia

Spaccato d'azzurro e d'oro, il primo caricato di una crocetta patente del secondo.
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