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Origen del apellido Poveda, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili
Heráldica de la familia: Poveda
Corona de la nobleza Poveda
Antico ed assai illustre casato di Tortona, i cui membri, coevi degli Accatapani, degli Arquata, dei Curoli e degli Opizzoni, risultano essere diretti discendenti dei signori di Cassano e, quindi, di origine Manfredinga. La famiglia, infatti, risulta presente in Tortona, sebbene sia logico intuirla sin dal secolo precedente, sin dai primi decenni del 1100, allorquando i tortonesi, confortati da una prima forma di governo autonomo, che estromise nel 1090 l'allora decadente amministrazione straniera, decisero di sottrarsi definitivamente all'autorità imperiale ed allearsi ai milanesi, avversari irriducibili di qualsiasi podestà oltremontana e conseguentemente dei pavaesi la città dei quali era stata eletta... Continuará
a sede e fortezza dei re germanici in suolo italico. Le casate più illustri e potenti del tortonese, tra cui i Poveda, costituirono, nel 1122, il "Comune Signorile di Tortona" consolidando l'ordinamento delle magistrature e relativi poteri giurisdizionali; da ciò l'attributo onorifico di "De Civitate Terdona" ai membri di dette casate. Notizie tratte dai cartari e dalle cronache dell'epoca denominano il casato con grafie diverse e precisamente Rovedo, Poveda o Rovedi, per cui nella nostra esposizione ci atterremo ad un'unica voce, quella predomiante: Poveda. Un'antica pergamena fortunosamente pervenutaci tuttora illesa di cui dà notizie il Montemerlo ed il Bottazzi elenca i Poveda tra le famiglie nobili viventi in Tortona nell'anno 1140. Un membro della famiglia, Enrico, nel 1154 è console: anno in cui il corpo consolare tortonese al completo si reca a Roncaglia per ossequiare Federico Barbarossa, sceso in Italia con poderoso esercito; durante questo consolato furono stabilite le attribuzioni dei consoli di giustizia ai quali, pur facendo parte del governo, era affidata la magistratura giudiziaria cui era inibita qualsiasi ingerenza od interferenza con quella amministrativa e politca rette da altri consoli detti "del Comune". Mancano notizie sulla presenza dei Poveda in Tortona durante l'assedio del Barbarossa e se partecipassero o meno alla sua difesa; neppure si sa ove si siano ritirati in seguito all'esodo imposto dalla resa a tutti gli abitanti della città (17 aprile 1155); comunque essi riprendono parte attiva alla vita pubblica dopo il loro rimpatrio, sollecitato dai consoli allora in carica. La famiglia levò per arme. D'azzurro, a tre ruote d'oro, di quattro raggi, male ordinate. Non molte famiglie, anche fra le più antiche, possono vantare una nobiltà di origine così pregevole, della quale i discendenti, a buon diritto, potranno vantarsi.

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Escudo de la familia: Poveda

Blasòn de la familia

D'azzurro a tre ruote d'oro a quattro raggi male ordinate.
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