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Origine del cognome Pressi, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Pressi
Corona nobiliare Pressi
La famiglia è originaria da Cervia e fu ascritta al ceto nobile di quella città nel secolo XVIII, come risulta dagli atti esistenti in quell'Archivio comunale. Infatti il 6 aprile 1772 fu ascritto al Consiglio Generale di Cervia Giuseppe; il 19 gennaio1778 Claudio; il 19 febbraio 1778 Giuseppe Claudio; il 2 dicembre 1790 Adeodato; il 9 marzo 1796 il dottore Carlo e loro discendenti. Fra costoro si distinse in modo particolare per dottrina e patriottismo Adeodato, nato a Cervia il 4 settembre 1768 dal conte Giuseppe e da Teresa Mazzolani. Studiò nel Collegio dei Nobili di Ravenna, segnalandosi fra i... Continua
suoi coetanei. Quando Bonaparte scese in Italia, il Ressi si diede alla politiche dedicandogli un Saggi politico-filosofico. Fu deputato al Parlamento Cispadano, e fra i deputati del Dipartimento del Rubicone, il Bonaparte scelse Adeodato insieme al letterato Cesare Montalti e al poeta Gianni. Alla caduta della Repubblica Cisalpina, egli fu costretto ed esulare in Francia col Monti. Dopo la vittoria di Marengo, fu chiamato ad occupare la cattedra di economia politica nell'Università di Pavia, e il 17 gennaio 1801 vi tenne la prolusione. Fra i deputati che andarono a Lione, il Ressi vi fu mandato quale delegato dell'Università di Pavia; e nel 1805, quando alla Repubblica seguì il Regno, fu eletto membro del Consiglio legislativo del Regno Italico, poi elettore del Collegio dei dotti di Bologna. Seguì sempre i principii liberali e le aspirazioni italiane; e quando Silvio Pellico cominciò a pubblicare in Milano II Conciliatore, il Ressi vi collaborò col Confalonieri, col Romagnosi, col Borsieri ed altri patrioti. Il 29 giugno 1821 il Ressi fu chiamato da Pavia a Milano dalla polizia e dichiarato in arresto. Tradotto a Venezia fu rinchiuso nelle carceri dell'isola di S. Michele. Fu accusato di alto tradimento e carbonarismo per delazione di un suo scolaro, certo Laderchi Camillo. Morì il 18 gennaio 1822, mentre stava per essere pubblicata la durissima sentenza che condannava allo Spielberg i suoi amici e compagni Silvio Pellico e Pietro Maroncelli. L'opera e la vita del Ressi furono ricordate dal Ricciardi nel Martirologio italiano, dal Vannucci nei Martini Italiani e da altri; ma da ultimo più degnamente e nobilmente dal senatore Luigi Rava in un pregevole memoria nobilissimo.

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Stemma della famiglia: Pressi

Blasone della famiglia

D'azzurro alla scaglione di rosso caricato di tre stelle d'oro e sormontato da una mezzaluna figurata d'argento e alla cometa d'oro movente dalla punta.
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