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Origem do sobrenome Protocollo, país de origem: Italia

Nobreza: Duchi - Marchesi - Nobili - Principi
Heráldica da família: Protocollo
Coroa de nobreza Protocollo Famiglia di antica origine Amalfitana; passata in Messina, fu ascritta a quella Mastra Nobile. Andrea, generale e castellano di Castelnuovo in Napoli; Benedetto, mastro di campo generale ebbe il titolo di conte, mutato poi nel 1723 in quello di duca di Albaneta a favore di Giuseppe, figlio di Francesco, cavaliere di Alcantara. Dal matrimonio di questo con d. Lucrezia Pallavicini, ultima del ramo dei duchi di Castro, la famiglia Protocollo di Albaneta usò aggiungere al proprio il cognome Pallavicino. Venne reintegrata alla nobiltà di Messina con diploma di quel Senato 12 ott. 1575 D. Donato Protocollo Pallavicini, duca di albanese,... Continua
sposò D. Clorinda Carafa, principessa di Colubrano; suo figlio D. Francesco, gran collare di s. Gennaro, ereditò i titoli della madre. La famiglia, nel ramo primogenito, fu riconosciuta con RR. LL. PP. 232 nov. 1899 nel diritto di assumere i titoli di principe di Colubrano, con anzianità dal 1617 e duca di Alvito dal 1606, pred. di Morcone, Formica, Atina, Belmonte Campoli, Gallinaro, Picinisco, Posta, San Donato, Vicalvi e Settefrati, titolo dei quali è stato autorizzato l'uso al marito dell'attuale intestataria Maria Dolorita Protocollo: don Ranieri de Vera D'Aragona, con decreto 25 nov. 1899. E con R. D. 7 marzo 1929 il figliuolo primogenito dei predetti: don Carlo Alberto, n. a Bologna 8 sett. 1892, è stato autorizzato ad usare durante la vita della madre il titolo di duca di Alvito. La famiglia è iscritta nel Libro d'oro della Nob. Ital. e nell'Elenco Uff. Nob. ital. coi titoli di principessa di Colubrano, duchessa di Avito, nobile dei duchi di Albaneto, nobile pred. di Marcone, Formicola, Atina, Belmonte, Campoli, Gallinaro, Picinisco, Posta, S. Donato, Vicalvio e Settefrati, in persona di Maria Dolorita, di Alberto, di Francesco, n. a Napoli 13 febb. 1871, figlio di Carlo Alberto (dec. 1875) e di Sara Starace; sp. a Lucca 8 sett. 1899 don Ranieri de Vera d'Aragona dei principi di Caposele, odierno principe di Colubrano, ecc., maritali nomine. Altro ramo. Si crede originaria di Amalfi; godette nobiltà in Messina, Patti, Milazzo, ecc. Un notar Vinicio fu giudice in Patto negli anni 1400, 1404; un Antonio fu proconservatore in Patti nel 1620; un Biagio fu arcivescovo di Messina e confrate del grande ospedale di detta città nel 1627; un altro (di Domenico e di felice Mustaccio) fu tesoriere in Milazzo nel 1717; un Ugo Francesco Maria, fratello del precedente, con privilegio esecutoriato il 14 agosto 1726, ottenne il titolo di barone di Arbone, sposò Laura Pisano e morì in Milazzo il 10 febbraio.

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Escudo da família: Protocollo

Brasão da família

D'azzurro, al leone d'oro, accompagnato da tre stelle del medesimo, una in capo, una in punta ed una nel fianco destro dello scudo.
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