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Origine del cognome Rampolla Del Tindaro, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Conti
Araldica della famiglia: Rampolla Del Tindaro
Corona nobiliare Rampolla Del Tindaro
Antica ed assai nobile famiglia di Polizzi, derivata, al dir del Mugnos e del Pisanelli, dal nobile casato pisano dei Roncioni, del quale Guido e Simone furono valenti capitani delle navi pisane, nella spedizione in Terrasanta. Essa, infatti, fu detta Rampolla poiché Ludovico e Gaddo Roncioni si divisero dalla loro famiglia, che aderiva all'impero alemanno, parteggiando essi per la Francia e, pertanto, furono detti "Rampolli", nel senso "i soli rimasti devoti". Essa, in ogni modo, fu portata in Sicilia, sul calar del secolo decimo quarto, con un Antonino, primo a stabilirsi in Polizzi. Passata all'Ordine di Malta, sin dal 1428,... Continua
in persona di Girolamo, nel 1730 venne insignita del titolo comitale, con il predicato "del Tindaro", in persona di un altro Antonino. Ma, d'altronde, tal famiglia, nel dispiegarsi dei lustri, sempre è riuscita a produrre una serie di uomini che resero illustre il suo nome, nei pubblici impieghi e nel servizio militare. Fra questi, senza nulla levar al valore degli omessi, contasi: fra Angelico, generale dell'Ordine di San Giovanni di Dio, o Fate Bene Fratelli, nel 1639; Vincenzo capitano di giustizia in Polizzi, nel 1645-46; Antonio, proconservatore in detta città nel 1698, giurato nell'anno 1701-2 e primo conte del Tindaro in sua famiglia; Mariano, conte del Tindaro per investitura del 3 agosto 1743, proconservatore in Polizzi nel 1729, capitano di giustizia nel 1744-45, il quale ebbe anche l'investitura di conte di Sant'Adriano, il 17 dicembre 1805; Gandolfo, giurato in Polizzi nel 1798-99; un Mariano, capitano di giustizia in detta città negli anni 1794-95, 1799-1800, investito del titolo di conte del Tindaro a 17 dicembre 1805; altro Mariano, creato cardinale di S.R.C., col titolo di Santa Cecilia, il 14 marzo 1887, segretario di Stato di Sua Santità papa Leone XIII, arciprete della Basilica patriarcale Vaticana e prefetto della S. Congregazione Lauretana, arciprete della patriarcale Basilica Vaticana. Con D. M. del 4 dicembre 1911, un altro ramo del casato, in persona di un Francesco, ottenne il riconoscimento del titolo di barone di Polizzello. Iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana e nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano, anno 1922, la famiglia levò per arme. Di rosso all'alabarda d'argento uscente dalla punta sostenuta da due leoni d'oro affrontanti e coronati di oro. Alias. D'azzurro al bastone gigliato d'oro sostenuto da due leoni coronati dello stesso controrampanti. Non molte famiglie, anche fra le più antiche, possono vantare una nobiltà di origine così pregevole, della quale i discendenti, a buon diritto, potranno vantarsi. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.

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Stemma della famiglia: Rampolla Del Tindaro

Stemma  della famiglia Rampolla del Tindaro

1 Blasone della famiglia Rampolla del Tindaro

Di rosso all'alabarda d'argento uscente dalla punta sostenuta da due leoni d'oro affrontanti e coronati di oro.

Stemma  della famiglia Rampolla del Tindaro

2 Blasone della famiglia Rampolla del Tindaro

D'azzurro al bastone gigliato d'oro sostenuto da due leoni coronati dello stesso controrampanti.

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