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Origine del cognome Randolfi, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Randolfi
Corona nobiliare Randolfi La famiglia è senza dubbio tra le più antiche di Carpi, spingendo le sue origini fin alla seconda metà del sec. XIII. Però non se ne può tessere una genealogia che a cominciare da Marino padre di due figli, Pellegrino morto già nel 1422, e Virgilio morto già nel 1455, progenitori di due rami che si moltiplicarono e si distinsero coi soprannomi di Ferrari e di Virgili. Quest'ultimo ramo si estinse nel sec. XVII, l'altro invece, dopo aver ripreso il primitivo cognome e aver dato luogo a nuove ramificazioni distinte coi nuovi appellativi di Bagotti e di Bagottini ma ancor... Continua
esse estintesi, tuttora è fiorente in Carpi. Un ramo della famiglia, nel sec. XV, si è trapiantato anche a Modena, dando origine ad una famiglia di distinti intagliatori e maestri di tarsia. Durante i secoli XVII e XVIII avevano assai acquistato in floridezza e in censo e perciò la Comunità di Carpi il 3 dicembre 1791 concedeva al signor Gian Battista e ai suoi discendenti, in perpetuo, l'iscrizione nell'albo dell famiglie nobili cittadine, iscrizione mantenuta poi nel nuovo Libro d'Oro per decisione 28 nov. 1818. Nel secolo XIX Antonio (1835) tenente generale nel R. Esercito, profondo ed esperto conoscitore della tattica militare in diversi lodatissimi suoi scritti, sviscerò lo studio degli ardui problemi della difesa territoriale d'Italia, procacciando onore a sè, alla famiglia e alla sua terra natale. Altro ramo. Famiglia pavese che figura fra le prime di parte guelfa in Pavia e subì nel 1313 il bando e la confisca dei beni per condanna dell'imperatore Enrico VII. In quel tempo Filippo strinse alleanza col re Roberto di Napoli e coi Langosco di Lomello contro i Visconti. Per capostipite è riconosciuto un Francesco, vivente nel 1370. Contrassero alleanze matrimoniale coi Beccaria, Albonesi, Candiani, Caponago, Beccaria ecc., possedevano vasti beni nel territorio pavese, eressero istituti di pubblica beneficenza, ebbero il giuspatronato della chiesa di S. Pietro de Giorgio e cappelle gentilizie e sepolcri nella Chiesa di S. Eusebio e nella Basilica di S. Michele in Pavia. Per decreto 10 luglio 1782 dell'Imp. R. Tribunale Araldico fu riconosciuta a Don Giovanni, cittadino pavese, la nomina della sua famiglia e delineato lo stemma sopra descritto nel Codice Araldico. La famiglia è iscritta nel Motto della famiglia: Sic nos non nobis.

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Stemma della famiglia: Randolfi

Blasone della famiglia

Inquartato: nel primo e quarto di azzurro a due spade di argento, guernite di oro e decussate; nel secondo d terzo di argento al delfino al naturale la testa in fascia, la coda in alto.
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