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Origine del cognome Ranina, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Ranina
Corona nobiliare Ranina
Antichissimo casato, originario dell'Etruria, detta Canino, Canini, Canina o, più anticamente, Caninus, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia, ove i suoi membri, accolti nelle importanti cariche delle città dove ebbero dimora, furono cospicui ed acquisirono la nobiltà. Al dir di illustri genealogisti, inoltre, tal famiglia, discenderebbe dall'etrusca "gens Canina", di Vulci. Purtroppo, però, la penuria delle scritture, ci priva della approfondita conoscenza, del momento in cui, tal famiglia, fu elevata alla nobiltà; nonostante, comunque, tal casato, al dir dell'Amayden, sicuramente era compreso tra quelli raccolti nel "Libro d'oro del Campidoglio", oggi, perduto, a causa della malevola azione... Continua
del tempo. Inoltre, possiamo ritener soddisfatto il nostro disio di sapere, dal momento che i nomi dei membri della famiglia Ranina si trovano, di sovente, menzionati in documenti ed atti notarili, sin dai secoli trascorsi, dai quali appare la loro elevata condizione. Ricordiamo, a tal proposito: cav. Mattia, dottore in "utroque jure", vivente in Canino, nel 1562; Gregorio, Alfiere della Santa Romana Chiesa, sotto i vessilli del Generale Jacopo Boncompagni(Bologna, 8 maggio 1548 - Sora, 18 agosto 1612); Giovanni Angelo (Roma 1609 - ivi 1666), pittore e scolaro del Domenichino e di A. Barbalonga, il quale lavorò nel Quirinale, fece varî quadri per la regina Cristina di Svezia e per chiese di Roma, ed andò, inoltre, in Francia, col cardinale Flavio Chigi, disegnando per lui varie vedute di Parigi e di altre località; Cav. Leonardo, notaio della Sacra Rota Romana, vivente nel 1632; Michele, dell'Ordine dei Predicatori, autore di numerosi saggi, vivente in Napoli, nel 1723; Luigi (Casale Monferrato 1795 - Firenze 1856) architetto ed allievo, in Torino, di F. Bonsignore, dal 1818 residente a Roma, ove sono suoi i prospetti classicheggianti di Villa Borghese, i propilei egiziani della stessa, il Casino Vagnuzzi a Porta del Popolo, ecc, importante è la sua attività di studioso di monumenti antichi e di archeologo (scavi sull'Esquilino, sistemazione della Via Appia Antica) e, fra le sue pubblicazioni, ricordiamo "L'architettura dei principali popoli antichi considerata nei monumenti" (1830 - 1844), "Pianta topografica di Roma antica" (1830), "Descrizione storica del Foro romano" (1834), "Esposizione topografica di Roma antica" (1842), le principali accademie d'Europa artistiche e letterarie, inoltre, lo ascrissero nel loro albo, i sovrani lo decorarono dei più insigni ordini cavallereschi, ed il Senato Romano l'ascrisse al "Libro d'Oro", con nobiltà personale; Giulio ed Antonio, consiglieri della Repubblica Romana, nel 1849; Marcello (Napoli 1895 - ivi 1970), architetto e prof. di composizione architettonica all'univ. di Napoli (1936-1965), il quale ha eseguito studi sull'architettura napoletana e ha progettato, tra l'altro, il complesso della Mostra d'Oltremare, il palazzo INA, la sede della Banca d'Italia a Napoli, le Terme di Castellammare di Stabia. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.

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Stemma della famiglia: Ranina

Blasone della famiglia

D'azzurro ad una montagna di tre cime di verde sormontata da una pianta di mughetti d'argento accostata da due levrieri rampanti ed affrontati dello stesso collarinati di rosso e passanti sulle due vette esteriori; il capo d'oro all'aquila di nero.
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