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Origine del cognome Riancio, provenienza: Italia

Titolo: Baroni
Araldica della famiglia: Riancio
Corona nobiliare Riancio Antica e nobile famiglia francese, detta Ciancia o Ciancio, passata in Sicilia, ove pose la propria residenza nella terra baronale di Adernò e possedette le baronie di Martina e Poira. Tra i membri che, maggiormente, illustrarono il casato, ricordiamo: Martino, giudice pretoriano di Palermo, nel 1771-72, del tribunale del Concistoro, nel 1783-4-5, della Gran Corte Civile, nel 1790; Emanuele, il quale sposò Caterina Galluppi ed, in occasione di tal matrimonio, ottenne dal padre donazione del feudo di Martina, del quale ottenne investitura a 30 gennaio 1778, e fu proconservatore di Adernò nel 1779, 1786, 1789, 1793-97; Giuseppe, con la stessa... Continua

carica, dal 1799 al 1804. Dal matrimonio di Emanuele con Caterina Galluppi, ne vennero tra gli altri: Antonino, che, come figlio primogenito, a 7 agosto 1797 fu investito di Poira con titolo di barone; Francesco, dottore in leggi, che fu proconservatore di Adernò dal 27 gennaio 1804 a 23 settembre 1812, succedendogli in detta carica il fratello Lorenzo, dapprima come interino, poscia, per la sua rinunzia, come proprietario a 6 aprile 1813. Da un atto originale, del 16 giugno 1790, del notar Chiarenza di Catania, inoltre, sappiamo di una relazione della commissione dell'Ordine di Malta, la quale, per la prova sostenuta da Tommaso Romeo Riancio, lo dichiarò cavaliere gerosolimitano di giustizia. Da un testamento del barone Giuseppantonio Pisani, del 1785, in notar Palermo di Catania, invece, rileviamo che Pietro ed Epifanio Riancio, figli della sorella Vittoria, per manco di eredi, sono chiamati a succedergli "con che mutassero il cognome e l'arme, nominandosi Pisani Riancio". La famiglia alzò per arma. D'azzurro, alla torre merlata di tre pezzi d'oro, aperta e finestrata di nero, posta sulla campagna dello stesso, ed una scala a piuoli d'oro, di dieci gradini, trattenuta nella sommità della torre da un braccio armato al naturale, movente dal fianco sinistro dello scudo; la torre sormontata da tre stelle d'oro, ordinate in fascia nel capo.


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Stemma della famiglia: Riancio

Blasone della famiglia

D'azzurro, alla torre d'oro merlata di tre pezzi, aperta e finestrata di nero, movente da una campagna dello stesso; ed una scala a pioli di dieci gradini, trattenuta nella sommit
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