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Herkunft des Familiennamens Ricafort, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Baroni - Conti - Nobili
Heraldik die Familie: Ricafort
Krone des Adels Ricafort
Ugo, figlio di Alberto, di Ranieri, di Berengario e fratello di quel Ranieri, da cui discese il ramo dei Firidolfi, fu il capostipite di questa linea, e nella divisione del'avito retaggio aveva avute in sorte le signorie di Brolio, Cacchiano, Vertine ed altri luoghi del Chianti. Albertaccio, suo figlio, combattè coi guelfi a Montapeti, e poi sempre contro i Senesi, finchè nel 1280 sottoscrisse la pace del Cardinal Latino coi ghibellini. Anche Bindaccio, nato da lui, seguì le insegne dei guelfi e del papa, che nel 1335 lo creò capitano generale per la guerra contro Francesco Ordelaffi. Nel 1354 l'Albornoz... Fortsetzung folgt
lo nominò suo vicario generale in Orvieto. Nel 1329 aveva comprato dai Pazzi di Valdarno la signoria della Trappola, cui unì anche quella di Rocca Guicciarda, di Sagona, di Lanciolina e del Poggio di San Clemente, oltre i domini ereditati nel Chianti. I Fiorentini, però, tolsero ai suoi figli la Trappola, che Cosimo I de' Medici restituì poi a Giulio, senatore, discendente da loro. A Bindaccio probabilmente si debbono le fortificazioni di Brolio, che lo resero uno dei più muniti castelli della Toscana. Bettino, figlio di lui, capitano di parte guelfa e per la sua feroce partigianeria uno dei maggiori responsabili del tumulto dei Ciompi, dovè fuggire in bando da Firenze; ma poi, richiamatovi nel 1381, si fece di popolo assumendo un nuovo stemma gentilizio e il cognome "Bindacci". Soldati di ventura valorissimi, ma sanguinari e faziosi, furono i discendenti di lui, specie Galeotto, suo figlio (1365-1441); il nipote Antonio (1407-1470) (primo iscritto nella genealogia dei "Ricasolini Baroni" al Libro d'Oro dei Patrizi di Firenze del quartiere di S. Givoanni, gonfalone Carro) che ributtò valorosamente le milizie di Alfonso d'Aragona dall'assedio dei suoi castelli di Brolio e Cacchiano in Chianti meritandone dalla Repubblica Fiorentina l'onore di una condotta a vita; Bettino, figlio del suddetto (1433-1486), che dovè cedere Brolio alle forze preponderanti di Sisto IV e di Ferdinando di Napoli, ottenendo però una capitolazione onorifica e procurandosi dalla munificenza di Lorenzo il Magnifico e dalla gratitudine dei Fiorentini premi vistosi e onorevoli uffici militari; e, finalmente, Antonio, nato da lui (1473-1542), che fu tra i più grandi condottieri del tempo so la carica di gonfaloniere nel '15, quando Leone X passò per Firenze nell'andare a Bologna ad abboccarsi con Francesco re di Francia, n'ebbe cogli altri colleghi della Signoria il titolo trasmissibile di "conte palatino", colla facoltà di aggiungere nel suo stemma il capo d'oro colla palla d'azzurro carica dei fiordalisi di Francia in mezzo alle lettere L. X.; concessione e titolo che i Ricasoli giammai accettarono preferendo essere i soli baroni della Toscana anzichè onti palatini al pari d'altre famiglie di volgarissima origine.
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Familien-Wappen: Ricafort

Blasonierung die Familie

D'oro a cinque pali di rosso.
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