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Herkunft des Familiennamens Rindoni, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili
Heraldik die Familie: Rindoni
Krone des Adels Rindoni Nazzaro o Nazaroli fu padre di Alessandro de Bindoni, stampator milanese, nella cui patria originaria, il ramo rimasto della sua gente usava l'arma gentilizia così inquartata: nel primo e quarto di verde alla fascia cucita di rosso, nel secondo di rosso alla fascia cucita di verde, nel terzo bandato di rosso e di verde. L'Alessandro B. esercitava l'arte tipografica e negoziava in libri nel principio del 1500 a S. Paterniano a Venezia, accanto alla celebre tipografia del Manuzio, ed era in così grande amicizia coi suoi colleghi Giunta libraio, Pietro da Ravenna libraio e Portesio bergamasco libraio, che affidò loro... Fortsetzung folgt

il 28 agosto 1521 di eseguire le sue ultime volontà, compresa quella di essere sepolto a S. Francesco della Vigna. Suo figlio Francesco si era associato nella produzione libraria con Maffeo Pasini, e dalle officinine di questi uomini volonterosi uscirono le canzoni del Petrarca commentate dal Longiano; le composizioni latine di Jacopo Tiepolo; la Cronaca del Guazzo e varie meditazioni religiose. Sembra che anche Benedetto o Bernardino ed Agostino, fratelli di Alessandro, avessero ciascheduno una tipografia propria, poichè entrambi gareggiavano nel pubblicare opere di non comune valore tipografico. Francesco aveva sposato la vedova di Ercole Spiron, certa Marina Mazzagnolo, discendente dalla famiglia venuta a Venezia da Costantinopoli con Giustiniano, figlio del Doge Orseolo che appartene ai primi Consigli del Doge Orseolo che appartenne ai primi Consigli e poi entrò nell'ordine dei Cittadini originari. Marina, dai SS. Apostoli, possedeva case a S. Croce, terreni nelle ville di Maerne e di Rossignano ed aveva tomba propria nella chiesa di S. Daniele. Nei suoi numerosi testamenti si legge un avvenimento che di rado avviene nelle famiglie: le sue due figlie di primo letto, Elisabetta e Felicita, sposarono i figli del loro padrino; la prima divenne moglie di Gasparo e la seconda di Alessandro Bindoni. Era amico di questa famiglia lo stampatore e libraio Marco Valgrisio, che aveva bottega all'insegna d'Erasmo, sull'angolo della calle dei Balloni in Merceria dell'Orologio. Con lui si intratteneva volentieri Gasparo Bindoni, che ebbe nel 1607 qualche rampogna dagli Inquisitori di Stato, per lo spargimento dei libri circa l'interdetto; esso fu capo della fdella Riviera di Salò e Franceschina moglie di Domenico di Bindoni depentor; essa era così effezionata al suo amorevole consorte che lo nominò, il 26 febbraio 1582, erede universale con conditione però che non possi sposar altra donna con la mia verra (anello nuziale) nè altra donna possi goder li miei drappi.


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Familien-Wappen: Rindoni

Blasonierung die Familie

D'azzurro al delfino al naturale natante sopra un mare dello stesso, sormontato in capo da tre gigli d'oro, divisi da un lambello di quattro pendenti di rosso.
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