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Origine del cognome Rossino, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Patrizi - Conti
Araldica della famiglia: Rossino
Corona nobiliare Rossino Antichissimo casato di Novazzano, anticamente detta De Rosinis, legata agli Odescalchi da vincoli parentali, presente in quella zona già dal Cinquecento e che, tra la seconda metà del Settecento e la prima dell'Ottocento, raggiunse una posizione di grande prestigio nel salotto buono della città. Tra le personalità più celebri, certamente, vi è il Conte Carlo Rossini Bononi, l'uomo più importante di Paré ed anche di Drezzo, nella seconda metà del Settecento. Al conte Carlo successe poi il figlio Abbondio, il quale ebbe la malasorte di vedere l'inizio della parabola declinante della dinastia. Nei cartigli del notaio comasco Giacomo Filippo Clerici,... Continua

infatti, si possono riscontrare nel primo decennio dell'Ottocento i segni tangibili della decadenza economica della famiglia: Abbondio fu costretto a contrarre, infatti, numerosi mutui. Le rendite agricole erano stagnanti e l'economia era afflitta dalla guerra. Nel 1809 morirono prima il conte Abbondio poi il figlio prematuramente, lasciando tre figlie e la moglie. Ma, a quei tempi, a una donna non era concesso di amministrare patrimoni nobiliari lasciando due figlie, alla contessa Teresa Bossi, rimaritata Vitalba, fu affiancato Tommaso Odescalchi come tutore delle minori, per accomodare gli sposalizi delle figlie ed una congrua liquidazione del patrimonio Rossini in questo lembo del comasco. Anna Maria andò in sposa al Nobile Marchese Luigi Cortese, Ciambellano del duca di Modena, anche Carolina fu maritata, mentre per Antonietta, che era minorenne, ci si dovette accontentare di promettere la mano al conte Luigi Belgioioso. Teresa Bossi vendette tutti i possedimenti ereditati esistenti in quel di Drezzo (massaria di Prevella con palazzo), Paré (massaria di Camponuovo), Gironico, Cavallasca, Pedrinate e la casa a Como nel vicolo di S. Ambrogio mediante asta pubblica intorno al 1815. L'acquirente veniva dal lago, tal Carlo Cetti di Torriggia, località di Argegno, sborsò ben 285.000 lire austriache per i terreni in campagna ed altre lire 6.148,14 per la casa cittadina, quest'ultima somma destinata a dotare le figlie più piccole. Il fulgore della famiglia Rossini si spegne intorno al 1820, con la scomparsa di un altro membro della dinastia, Teresa Rossini, figlia del conte Carlo e sorella del conte Abbondio, già sposata con il conte Raffaele Antonio Turconi, la quale dettò le sue volontà dal letto di morte al notaio Gaetano Perti il 12 luglio 1823 "sana di mente, loquela, vista ed intelletto, ed indisposta di corpo, che giace in letto nella stanza posta al primo piano superiore, che guarda verso la corte della sua casa di abitazione" nel borgo di S. Fedele. Nominò erede, forse per solidarietà femminile, la Nobile Sig.ra Donna Teresa Bossi, rimasta vedova del Sig. Conte Abbondio Rossini, suo fratello, e rimaritata Vitalba. Arme della famiglia. Scaglionato di rosso e d'argento; al capo d'argento, carico di una R maiuscola di rosso, accostata da due rami di rosa, stelati di nero e fioriti ognuno di tre pezzi in ventaglio di rosso; il capo attraversante i vertici dei primi quattro scaglioni. Altro ramo. Nobile famiglia fiorentina, con residenza in Santa Croce, nel Gonfalone Lion nero, la quale levò per arme. Troncato: nel 1° d'azzurro, a tre rose di rosso, 2.1; nel 2° d'argento, alle lettere M.R. maiuscole di nero; e alla fascia diminuita di rosso, passata sulla troncatura. Le lettere sono le iniziali del notaio Michelangelo Rossini. Altro ramo. Cospicua famiglia stabilitasi in Pisa, la quale raggiunse la nobiltà, quando Vittorio-Emanuele II re d'Italia, con decreto 31 Ott. 1865, concesse che Giuseppe venisse iscritto fra i nobili pisani. Altro ramo. Famiglia di semplici origini, originaria di Lugo, passata alla storia per aver dato i natali al celeberrimo Gioachino Rossini, o Gioacchino, (Pesaro, 29 febbraio 1792 - Parigi, 13 novembre 1868), indimenticabile


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Stemma della famiglia: Rossino

Blasone della famiglia

Scaglionato di rosso e d'argento col capo d'argento carico di una R maiuscola di rosso, accostata da 2 rami di rosa, stelati di nero e fioriti ognuno di 3 pezzi in ventaglio di rosso, il capo attraversante i vertici dei primi 4 scaglioni
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