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Origen del apellido Sandonati, país de origen: Italia

Nobleza: Cavalieri - Nobili - Signori
Heráldica de la familia: Sandonati
Corona de la nobleza Sandonati Famiglia, tra le più numerose ed importanti della Firenze medievale, appartenente all'antica oligarchi cittadina. Il suo capostipite si rinviene in un Fiorenzo, vissuto nell'XI secolo, i cui discendenti fondarono, nel 1065, l'ospedale di San Paolo di Pinti. Nel 1165, finalmente, appare un Donato del Pazzo, dal quale prese nome la famiglia ed il cui figlio Vinciguerra fu costruttore del lebbrosario di San Jacopo a Sant'Eusebio, nonché console dei militi, nel 1204. Sin dai primissimi scontri tra guelfi e ghibellini, i Donati furono sempre in prima fila sul fronte guelfo. Dopo la cacciata definitiva dei ghibellini, avvenuta nel 1266, i... Continuará

dissidi con la famiglia dei Cerchi, sfociarono presto in risse e tumulti, giungendo alla fratturazione della città in due nuove fazioni, quelle dei guelfi bianchi e neri, con i Donati a capo dei Neri. Fu il periodo di Corso Donati, fiero capo politico della sua fazione, che grazie all'appoggio di Bonifacio VIII e all'intervento di Carlo di Valois, seppe sbaragliare gli avversari, ottenendo la cacciata dei Bianchi, tra i quali vi era il sommo poeta, Dante Alighieri. In seguito, l'immane superbia di Corso gli mise contro i suoi stessi alleati, tanto che si trovò isolato con la sola fazione dei suoi Donateschi, venendo colpito da un agguato, nel quale trovò la morte, dopo una disperata fuga, dinnanzi alla chiesa di San Salvi. Per il casato fu l'inizio di un declino che, di fatto, li estromise dalla storia cittadina, dopo avere segnato così marcatamente una lunga pagina. Nel 1616, la famiglia si estinse con la morte del suo ultimo rappresentante ufficiale, Giovanni Donati. Un ramo del casato, tuttavia, nel XIV secolo, era passato in Sicilia, con un Rainero, figlio di Sinibaldo e nipote di Corso Donati, vincitore alla guida di duecento Cavalieri della battaglia Campaldino del 11 Giugno 1289, imparentato, attraverso la cugina Gemma, con Dante Alighieri. Godette nobiltà in Messina e possedette, al dir del Galluppi, la baronia della metà della gabella del passaggio e quella del canale. Un Tommaso fu giudice straticoziale di Messina nel 1507-8, 1510-11 e 1522-23. Un dottor Francesco fu sindaco di Messina nel 1741-1743. Un Antonino console nobile del mare in detta città nel 1745-46. Un Saverio barone dell'ufficio di portulanotto di Girgenti fu primo barone di Migliardo in sua famiglia, come figlio di Beatrice Campagna; baronia che, all'abolizione della feudalità, troviamo in potere del di lui figlio, ossia Stefano. Un ulteriore ramo, infine, passò in Calabria, in Napoli e infine a Sant'Agata de' Goti. Don Antonino, dei Baroni di Migliardo, Nobili di Reggio Calabria (Sicilia e Calabria) fu padre di un Giuseppe, che ebbe Paolo, il quale ebbe per figli: Diego (Reggio Calabria); Lina (Messina); Lavinia (Washington); Antonietta Donato di Migliardo (n. 1934). Quest'ultima, appartenente al ramo calabrese della Famiglia, ha vissuto fin da ragazza a Napoli per poi trasferirsi a Sant'Agata de' Goti, nel 1986. Sposò Eugenio Leonardi, un Ufficiale dell'Esercito, dal cui matrimonio nacque: Federico Leonardi, Ingegnere spec. Telecomunicazioni, Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.


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Escudo de la familia: Sandonati

Blasòn de la familia

D'argento alle due fasce di rosso abbassate e sormontate da tre rose dello stesso ordinate in capo.
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