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Origine del cognome Sassofrasso, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Cavalieri
Araldica della famiglia: Sassofrasso
Corona nobiliare Sassofrasso
Antica famiglia di Rovigo, al cui Nobile Consiglio risulta ascritta sin dal 10 gennaio 1623 e fu confermata nella sua nobiltà con Sovrana Risoluzione 8 luglio 1820. La famiglia è iscritta nell'EIenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di nobile (di Rovigo) (mf.), in persona dell'ultimo riconoscimento Nicolò, di Romualdo (1841). La famiglia levò per arme. Di verde al leone d'oro, linguato di rosso, tenente un sasso d'argento con la zampa destra. Altro ramo. Nobile famiglia di Scala, già patrizia di Ravenna e della stessa casata di S. Romualdo, il fondatore dell'Ordine dei Camaldolesi nell'XI sec. In un anonimo ms. del... Continua
XVII sec. Riportato dal Camera, si legge che nel palazzo Sasso in Scala "nel luogo detto i Sassi seu S. Andrea de Pando" si potevano vedere "tra gli archetti intrecciati tra due cornicioni croci, gigli e monti, emblemi dell?impresa di famiglia Sasso con cingoli militari", ma è da notare che in nessuna opera di araldica sono stati notati dei gigli. La gloria maggiore di questa famiglia fu quel Gerardo Sasso, fondatore dell'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e poi definitivamente detto di Malta. Altro ramo. La presenza della famiglia Sassofrasso in Tortona risale al XII secolo, sul finire del quale acquisì notorietà per l'operosa partecipazione al governo della giovane repubblica di un loro membro: Pietro, membro della Credenza, che il 3 giugno 1197 giura l'osservanza del trattato di pace ed alleanza della durata di 29 anni stipulato tra genovesi e tortonesi; l'11 maggio 1198 delibera in merito ad un mutuo che il Comune contrae con i fratelli Loterengo; il 27 marzo 1199 sottoscrive l'atto con cui i consoli tortonesi promettono di attenersi ai capitoli di pace stabiliti dai consoli pavesi in merito alle divergenze col comune di Genova; il 30 marzo 1203 approva la convenzione di alleanza tra i comuni di Tortona ed Alessandria stipulata due giorni prima in quest'ultima città; consoli e credendari tra cui il nostro Pietro, il 3 giugno 1207 cedono agli abati di S. Marziano e di S. Stefano nonchè ad un gruppo di privati la terza parte di un acquedotto per costruirvi mulini; il 16 maggio 1244 lo stesso delibera in merito alla somma di lire mille che i consoli di Tortona gli obbligano di versare al marchese del Bosco a saldo dell'acquisto del luogo omonimo ed il 6 gennaio 1235 nomina Lantelmo di Casei a procuratore del comune di Tortona per la pace con Genova affidandogli anche la scelta degli arbitri sulle questioni tortonesi. Raro esempio di dedizione che prodigò un quarantennio della sua vita al bene della propria terra. Oglerio appare come proprietario terriero nell'elenco dei beni acquistati dai già signori di Arquata tra il 18 dicembre 1244 ed il 16 dicembre 1247, a norma della convenzione col comune di Tortona. I cognomi di cotal risonanza, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Stemma della famiglia: Sassofrasso

Blasone della famiglia

Di verde al leone d'oro, linguato di rosso, tenente un sasso d'argento.
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