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Origine del cognome Sbaratta, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Patrizi - Baroni - Conti
Araldica della famiglia: Sbaratta
Corona nobiliare Sbaratta Di questa famiglia, che diramò da Tortona in Alessandria, Mondovì, Savigliano, Fossano, Torino, le prime notizie reperite iniziano dall'anno 1122. Discendenti dai signori di Foro - località situata sulla strada di Oviglio, a neppure dieci chilometri da Alessandria, ora denominata Villa del Foro - i Sbaratta, pur vivendo nelle terre dei loro possessi, ne alternavano la residenza con Tortona, sin dal secolo precedente, quando cioè Alessandria non esisteva ancora. Godevano, tra le famiglie preminenti della città, stima ed influenza tanto da partecipare, appunto nel 1122, alla costituzione del "Comune Signorile di Tortona", che consolidò l'ordinamento delle magistrature e relativi poteri... Continuagiurisdizionali, da cui l'attributo onorifico di "De Civitate Terdona" ai membri di dette casate. Nel 1132, Ugo Sbaratta è teste in atto del 26 marzo, relativo ad un manso alla Frascheta di cui i consoli tortonesi investono Oberto Scopelli ed Anselmo Bussinello e dell'istrumento del 24 aprile 1149, col quale gli eredi di Ansaldo vendono al comune di Tortona il castello, il borgo e la corte di Cassano. Un'antica pergamena fortunosamente pervenutaci, tuttora illesa, di cui dà notizie il Montemerlo, elenca i Sbaratta tra le famiglie nobili viventi in Tortona nell'anno 1140. I consoli del comune di Genova nel marzo 1146 liberarono dal pagamento dei pedaggi di voltaggio la comunità di Gamondio, tra cui Alberto Sbaratta, ricevendone giuramento di fedeltà. Le cronache dell'assedio di Tortona, posto in essere nel 1155, dal Barbarossa, non fanno cenno dei Sbaratta, pertanto è presumibile si siano ritirati in precedenza nei loro possessi di Foro; ritroviamo, tuttavia, pochi anni dopo, un altro Alberto, teste in atti del 6 ottobre 1163 e del 15 maggio 1167, redatti in Castelnuovo Scrivia, e relativi a terreni venduti da terzi al monastero di Rivalta; Doglio Sbaratta, il 9 ottobre 1168, vende beni in Alzano ai canonici di Tortona. Figura preminente del casato è un terzo Alberto che, il 25 febbraio 1181, appare come teste in atto nel quale il vescovo di Torino, delegato dall'arcivescovo di Milano, sentenzia in favore dell'abate di S. Marziano di Tortona, in causa con l'arciprete di S. Martino di Luta (ora Codevilla) per la chiesa di S. Stefano di Garlassolo. Lo stesso Alberto, eletto console nel 1185, al dir del Carnevale, assistette alle nozze di Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa, con Costanza, figlia di Ruggero re delle due Sicilie, avvenute in Milano il 26 gennaio 1186, quale delegato della città di Tortona. Il ramo della famiglia, residente in Alessandria, inoltre, già proprietario dei feudi di Bestagno, S. Agnes, Villaguardia , Villavuiani, Villaviani, Olivastro e Sessola, passò a stabilirsi in Fossano, al cui corpo nobile venne, subito, ascritta. La famiglia levò per arme. Trinciato d'argento e d'azzurro, all'olivo al naturale; sradicato, dall'uno all'altro, di verde sul primo, d'argento sul secondo. Alias. D'argento a nove monticelli di nero: 3.3.2.1. Alias. D'oro a nove monti, ristretti, di nero: 1.2.3.2.1. con la bordatura d'azzurro. Altro ramo. Nobile famiglia genovese, la quale alzò per arme: Fenice di argento uscente dalla sua immortalità di rosso su terrazzo di verde su azzurro mirante - sole di rosso raggiante di oro nel canton sinistro del capo su azzurro. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Stemma della famiglia: Sbaratta

Blasone della famiglia

D'azzurro alla fenice d'argento sulla sua immortalit
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