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Herkunft des Familiennamens Scalcagni, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Marchesi - Nobili
Heraldik die Familie: Scalcagni
Krone des Adels Scalcagni Il Galuppi vuole che, questa antica ed illustre famiglia, sia originaria di Recanati. Godette di nobiltà in Messina, ed in Milazzo. Un Domenico Scalcagni fu commendatore dell'Ordine di Malta e, luogotenente del Gran Priore nel 1712; un Diego Scalcagni, cavaliere dell'ordine di S. Stefano, fu confrate della nobile arci-confraternita della Pace e dei Bianchi, di detta città. Molti membri di questa famiglia vestirono la toga senatoria di Messina ed un Carlo, senatore di detta città negli anni 1743-44 e 1744-45, console nobile della seta nel 1757-58, con Real dispaccio del 25 novembre 1747 eseguito il 21 febbraio 1752, ottenne la... Fortsetzung folgt
concessione del titolo di marchese, nel quale titolo gli succedette il figlio Diego, governatore della Tavola Pecuniaria di Messina negli anni 1777-78, che ottenne investitura di detto titolo l'11 marzo 1784. Un Giovan Filippo Scalcagni, del fu Annibale, con privilegio dell'11 gennaio 1641 ottenne il titolo di barone delle Taude di Assaro e di Aidone; un Francesco, fu capitano di giustizia di Milazzo negli anni 1694-95, 1706-7; un altro Francesco il 10 settembre 1764 è tra i nobili proposti a far parte della mastra nobile di Milazzo e nel 1803-4 occupò la carica di capitano di giustizia di detta città; carica occupata nel 1805-6 da un Emanuele. Con D. M. del 20 aprile 1901 la signora Maria Scalcagni (del fu Vincenzo e di Rosa D'Amico) vedova Loffredo, moglie del tenente generale Antonio Moriondo, nata in Messina il 2 luglio 1834, ottenne riconoscimento dei titoli di Duca di Ossada, Marchese di Melia, Conte di Guido, Barone della tonnara di S. Giorgio e di Patti, Barone di Lorigi, Signore delle saline di Platanella, Cianciana e Cantarella. La famiglia era iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana coi predetti titoli, in persona di Maria, di Vincenzo e di Rosa d'Amico in Moriondo, ved. Loffredo. Altro ramo. Gian-Pietro dott. in legge, referendario e decurione, ottenne una parte di Cavoretto in principio del XVII secolo. Gaspare-Francesco, suo figlio, fu sindaco di Torino negli anni 1644 e 1654, e vicario. Motto della famiglia: Audentes juvo. Altro ramo. Originaria di Reggio-Emilia. Un Ruppio fu vescovo di Castro; Africano fu governatore di Porto Maggiore nel 1395; Luigi fu consigliere segreto del Duca Borso. Giovanna-Francesco, giureconsulto, fu ambasciatore a Leone X.

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