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Origine del cognome Sicchiero, provenienza: Italia

Titolo: Conti
Araldica della famiglia: Sicchiero
Corona nobiliare Sicchiero Illustre e antica famiglia di Pordenone, che una genealogia compilata dal notaio Gio. Batta de Pittani del secolo XVI (Mssi Fontanini L XIV, N. 48 Marciana) fa derivare da un Ricchiero, vivente sui primi del duecento. La genealogia è priva di documentazione, e perciò è da accettarsi, almeno nella parte più antica, col beneficio d'inventario. Nel 1676 tal Coridanio Silino pubblicava una "Raccolta de' privilegi e regali fatti da Imperatori, ecc. ai co. di Pordenone", nella quale, assieme a notizie autentiche, si leggono le solite favole care agli storici di quell'epoca. Il Silino suppose che autore della casa fosse un... ContinuaErnesto Pabo dell'anno 740, dal quale sarebbero discesi un Antonio, nel 1015 vescovo di Feltre, ed altro Antonio, nel 1089 pretore di Vicenza. Da quest'epoca egli passa a parlare, saltando a piè pari quasi tre secoli, di un Riccherio, di Pordenone, cui il duca Alberto d'Austria avrebbe concesso il 12 maggio 1351 l'abilitazione ai feudi. Non è il caso di perdere tempo a confutare affermazioni di questa fatta (intendiamo dire delle tre prime), e ci limiteremo a constatare che alla sedia episcopale di Feltre salì nel 1015 un Rigizo o Regizo o Rechico di casato ignoto, che la resse sino al 1031, e che di vescovi a Feltre non v'ha traccia nella serie pubblicata dal Gams. Riteniamo pertanto di non andar lontani dal vero assegnando a questa casa per capostipite il Riccherio del 1351, che probabilmente è una persona sola coll'altro Ricchiero, che testò il 7 dicembre 1347 per mano del notaio Giacomo Polcenigo, se è vero quanto afferma il Silino stesso. La famiglia sulla fine del trecento si divise in due linee, l'una discendente da un Daniele qm. Nicolò, e che fiorisce ancora; l'altra da un suo fratello di nome Benvenuto, spentasi nel secolo XVIII. Membri del Consiglio di Pordenone fino dal loro ingresso nella storia, essi servirono per lunghi anni gli arciduchi d'Austria, ai quali apparteneva il dominio di quella enclave austriaca nei confini aquileiesi. Passata Pordenone nel 1514 a Venezia, divennero sudditi fedeli della Serenissima e la servirono con pari lealtà ed onore. Molti di essi si diedero alla carriera delle armi, altri furono magistrati e prelati ed altri ancora letterati e storici di qualche conto. Nicolussio, nel 1364, e Benvenuto, nel 1388ntonio nel 1512 venne mandato dall'imperatore Massimiliano legato al marchese di Mantova.
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Stemma della famiglia: Sicchiero

Blasone della famiglia

D'azzurro alla fascia di rosso orlata d'oro, accompagnata in capo da una cometa d'oro posta in fascia, e in punta da un monte di tre cime di verde, all'italiana e ristretto.
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