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Origen del apellido Slazzari, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Patrizi
Heráldica de la familia: Slazzari
Corona de la nobleza Slazzari
Fra le antiche famiglie del distrutto regno di Serbia, se ne trovava una illustre denominata Pavlicsevits o Pavlovits. Pare abitasse a Nevesigne in Erzegovina, che prima del 1448 apparteneva alla Serbia. In seguito alle invasioni dei turchi, e della conseguente rovina di quella nazione, è da ritenere che un ramo abbia cercato rifugio più sicuro a Cattaro. E difatti in questa città fiorì per secoli una famiglia Paulichievich, evidentemente derivata da quella serba dei Pavlicsevts il cui stemma, d'oro ad un capriolo di verde, caricato da due rose di rosso, accompagnato in capo da un crescente figurato di rosso ed... Continuará
in punta da una testa di donna al naturale, è quasi simile all'altro che si vede scolpito sulla tomba dei Paulichievich nella chiesa di Santa Chiara a Cattaro. Non si sa se per l'uso frequente del nome Lazzaro o per altre cause, nei documenti la famiglia viene indifferentemente appellata ora Slazzari, ora Paulichievich o anche Paulichievich seu Slazzari. La famiglia Paulichievich prosperò in Cattaro, dedicandosi specialmente alla navigazione: entrò nel Consiglio di quella città riconosciuta nobile, ed alternò il suo domicilio a Cattaro e a Perzagno, conservando anche il titolo di cittadini di Cattaro per i discendenti. Un ramo passò a stabilirsi in Perasto; altri si sparsero nei vari paesi delle Bocche ed ebbero beni in Morea, dati in premio dal Governo veneto, per servigi militari, e a Castelnuovo. Un altro ramo venne aggregato alla nobiltà di Lesina, e si trovano citati come appartenenti al Consiglio nobile di Zara. Nel secolo XVI il cognome Paulichievich comincia, un po' alla volta, ad essere surrogato dall'altro di Slazzari, e con questo la famiglia si afferma specialmente nel glorioso baluardo che la Dalmazia pose, per lunghi anni, tra la Repubblica di Venezia e i suoi nemici. Tra i suoi prodi difensori si annoverano nel seicento Pietro Slazzari, ammiraglio nel porto di Cattaro; lo seguì, afferma il de Pellegrini, nella medesima carica, Giovanni (1635) e Luca Slazzari (1663). Il 25 maggio 1640 la Repubblica Veneta, approvò l'elezione fatta dal Provveditore d'armata Cappello, con patente 18 luglio 1639, di Giovanni Slazzari, al comando di una compagnia di Cimerioti, col grado di capitano. Ma per l'arrivo, nel successivo 19 giugno 1640, della compagnia di fanti cimeriotti, venuta da Corfù a Venezia, la Repubblica aumentò lo stipendio al suddetto capitano "perchè haveva con prontezza composta una compagnia di fanti sessanta di sua natione con la quale ha servito in terra ferma con intiera pubblica soddisfazione".

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Escudo de la familia: Slazzari

Blasòn de la familia

Spaccato: nel primo d'oro, a tre pini accostati di verde, quello di mezzo, pi
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